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  Approposto del concerto dei Vallanzaska a Nerviano

VALLANZASKA GO HOME

Cosa succederebbe se venisse a cantare un complesso dal nome “HITLER”, o “TOTO RIINA”,  oppure “MAFIA”?

Probabilmente il finimondo.  O almeno ci sarebbero manifestazioni, contestazioni, comunicati indignati dell’ ANPI, picchetti dei Cobas ….

 

Invece qui viene a cantare un gruppo che prende il nome (a parte la “K”) da uno dei più schifosi assassini della nostra storia, e nessuno dice niente.

Allora forse è bene ricordare chi era RENATO VALLANZASCA

Da wikipedia:

Dopo la fuga, durante la sua latitanza, Vallanzasca riesce a ricostituire la sua banda. Con essa mette a segno una settantina di rapine a mano armata che lasciano dietro di sé anche una lunga scia di omicidi, tra cui si contano quelli di quattro poliziotti, un medico e un impiegato di banca. Nel medesimo periodo avviene inoltre un'ulteriore evoluzione nell'attività criminale del gruppo, con il passaggio dall'esecuzione delle sole rapine, a quello dei sequestri di persona (saranno quattro, di cui due mai denunciati). Una delle sue vittime è Emanuela Trapani, figlia di un imprenditore milanese, che viene tenuta segregata per circa un mese e mezzo, dal dicembre 1976 al gennaio 1977, e quindi liberata dietro il pagamento di un riscatto di un miliardo di lire. A questo episodio criminoso, il 6 febbraio 1977, fa subito seguito l'uccisione di due uomini della polizia stradale che, in un posto di blocco ad un casello autostradale nei pressi di Dalmine, fermano per un controllo la macchina su cui Vallanzasca viaggia; ne segue uno scontro a fuoco in cui gli agenti Luigi D'Andrea e Renato Barborini perdono la vita

E questo è solo una parte del “curriculum” del cosiddetto bandito della Comasina.

 

Del resto questo “complesso” (i vallanzaska)  fiancheggia regolarmente centri sociali delinquenziali (ad esempio sono appena stati a cantare per la fornace di Rho) che praticano e predicano occupazioni abusive e molti altri reati; fanno ogni genere di abuso e di prepotenza e poi hanno il coraggio di andare in giro a fare le prediche sulla “giustizia sociale”.  

 

Certo in Italia si è liberi fare quello che si vuole (specie se sei rosso o anarchico).  Anche prendere un nome che ricorda uno che ha ammazzato e sequestrato persone.

Però anche noi saremo liberi di dire che questa gente ci fa SCHIFO. O no?

 

E ricordiamoci sempre che   :

SENZA MEMORIA NON C’ E’ FUTURO

 

Abbiamo trovato una intervista di Repubblica al complesso Vallanzaska.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/09/02/vallanzaska.html

I balordi dicono espressamente che hanno preso il nome dal bandito.

Tanto che poi hanno voluto conoscerlo, il bel Renè  Ecco che scrivono:

"...Avevamo da tempo voglia di coinvolgere Renato a cui avevamo rubato il nome..."

Più avati leggiamo nell' intervista:

«Siamo lì, ormai. Non ci piacciono i modi arroganti del sindaco, i suv in doppia fila e mai multati, i parchi ingabbiati, le ordinanze sulla sicurezza, gli abusi di potere arroganti di ogni piccolo potente, il chi se ne frega totale».

Senti chi parla di "chi se ne frega totale" !!!

Proprio gente che frequenta i centri sociali illegali (Leoncavallo, Cantiere, Torchiera, Fornace, ecc". LADRONI che commettono reati e se ne fregano di tutto e di tutti.  Basta pensare al disturbo alla quiete pubblica.  Andare a chiedere a quelli che vivono nei pressi dei centri sociali,  e che regolarmente di notte non possono dormire perchè la mafia anarchica deve fare le sue feste abusive, senza insonorizzazioni, senza norme di sicurezza, senza pagare tasse.

Ecco chi viene a darci le lezioni di "abusi di potere arroganti"....

Robe da non credere.

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