associazione culturale katyn


dietro il pietismo e il vittimismo per l' "omofobia", il solito atteggiamento arrogante dei dittatori

Tutte le bugie dei dittatori LGBT

le loro non sono opinioni, ma verità indiscutibili, che devono essere imposte a tutti tramite lo Stato, anche nelle scuole


La caratteristica principale delle associazioni antagoniste di origine anarco-comunista (attualmente convertite alla lotta "antiomofoba") non è la violenza e l' intolleranza (che pure usano abbondantemente), ma la malafede unita al pregiudizio e alla menzogna.  Malafede, pregiudizio e mensogne che usano abbondantemente per colpire in modo disonesto i loro oppositori.

Loro non hanno nessun interesse a capire cosa pensano gli altri, ma sono preoccupati solo di ridurli ai propri stereotipi , per poterli poi demonizzare. Un po' come quando negli anni '70 ogni oppositore politico scomodo veniva bollato come "facista". E quindi diventava qualcuno da eliminare "a prescindere".

In altri termini si tratta di pregiudizio  e diffamazione sistematica:  si attribuiscono agli altri quello che si vorrebbe che fossero, senza preoccuparsi minimante di capire quello che dicono veramente.

Un esempio tipico è quello che accade durante le manifestazioni pro-life.

I contromanifestanti (provenienti dall’ area dei centri sociali, anarchici, femministe, ecc.) espongono  cartelli e urlano slogan che inneggiano alla libertà di costumi, al diritto a fare sesso come si vuole, oppure se la prendono con la religione.

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Al di là della volgarità e del cattivo gusto, ci chiediamo: ma cosa c’ entra questo?

A chi si oppone all' aborto,  non interessa proprio nulla dei costumi sessuali delle femministe; se siano lesbiche, se si masturbino, se facciano sesso in gruppo, o con i gatti. Sono fatti loro.  Non gli interessa nemmeno difendere i simboli sacri o la religione da eventuali vilipendi (figuratevi, coi temp che corrono, c' è bel altro da difendere).    Ai pro-life interessa solo una cosa: la difesa della vita, e impedire la soppressione dei bambini che avviene negli ospedali coi soldi pubblici.

Tutto il resto semplicemente non è oggetto del discorso.  Non c’ entra nulla.

Ma tant’ è che i contromanifestanti  vanno avanti come dei dischi rotti coi loro slogan assurdi.

Se non si può combattere chi vuole difendere la vita (quale persona sensata sarebbe contraria a ciò?), meglio farli passare come gente bacchettona che vuole imporre una morale sessuale (chi non sarebbe contro ai moralisti liberticidi?).

A qualcuno potrà sembrare strano che si possa manipolare così la realtà senza pudore.  Ma purtroppo viviamo in un modo mediatico e virtuale, dove più che la realtà conta l’ immagine che si riesce a costruire della realtà stessa. E conta la “verità” di chi sa confezionare e imporre i propri slogan.

Un secondo esempio di quanto stiamo dicendo, viene dalle manifestazioni delle Sentinelle in Piedi  o di altre associazioni che sono sorte ultimamente per difendere la libertà di parola da leggi  liberticide (come la Scalfarotto) che vorrebbero mandare in galera chi la pensa diversamente dal pensiero unico politicamente corretto.

Anche qui  durante le contro-manifestazioni   (che scattano automaticamente ogni qual colta le Sentinelle scendono in piazza),  domina il turpiloquio, il baciarsi  fra donne o uomini,  la rivendicazione della libertà sessuale.  


Provocazioni inutili e tentativi di spostare il discorso su un piano che non c’ entra nulla con quello per cui le Sentinelle sono nate.

A nessuno gliene frega niente di fustigare i comportamenti omosessuali o di impedire ai gay di essere tali (fatto salvo il comune senso del pudore, che riguarda anche gli eterosessuali).

Qui non si tratta di censurare gli altri, ma di impedire di essere censurati. Non si tratta di discriminare gli altri, ma di impedire di essere discriminati.

Quello che le Sentinelle in Piedi, la Manif pour Tous Italia, e migliaia di associazioni e gruppi spontanei che si sono diffusi nelle scuole e nelle parrocchie (senza disturbare e provocare nessuno, ma essendo spesso disturbati e provocati)  sono interessati  a questi semplici temi:

        1)     Come gli omosessuali sono liberi di essere omosessuali e di sostenere le loro teorie del “gender”, ognuno deve essere libero di  esprimere le sue idee sulla omosessualità e anche di ritenere che sia una cosa anormale, un disordine, una forma di solipsimo, una frustrazione, una malattia, una porcheria.

        2)      Il matrimonio è (da sempre, e in tutte le religioni o i sistemi atei),  l’ unione fra uomo e donna.  E tale deve rimanere.  Tutte le altre unioni o contratti fra individui devono essere rispettate (ammesso che non lo siano già…), ma non hanno nulla a che vedere con il diritto di famiglia.

        3)      La scuola e lo Stato non devono essere usati come strumento colonizzazione ideologica, o come laboratorio per imporre teorie antropologiche faziose. L’ ultima parola sulla educazione dei figli spetta ai genitori e non allo Stato.

Sembrerebbero delle idee semplici, e su cui non si può equivocare.

Ma non è così.  L’ affermazione al punto 1 non viene accettata delle associazioni gay;  anzi suscita le loro ire più accese.  Loro infatti dicono che affermare  che l’ omosessualità non è normale è già un incitamento all’ odio.

Ma si tratta di una tesi  assurda e liberticida.   Se fosse vero che dare un giudizio di valore negativo su un comportamento implichi  ipso-facto  la violenza,  allora anche chi non è d’ accordo con la prostituzione dovrebbe essere accusato di istigare alla violenza verso le prostitute. O chi afferma che sia sbagliato essere grassi, sarebbe complice di chi effettua sevizie contro gli obesi.   O chi afferma che il diabete è una malattia, dovrebbe essere un istigatore all’ odio e alla discriminazione verso i diabetici.

E anche criticare le idee politiche di un altro dovrebbe essere vietato,  pena il diffondersi  di possibili persecuzioni politiche.    La tesi LGBT, che imporrebbe la censura (e anche la galera) a chi osi affermare che l’ omosessualità è una cosa anormale, per evitare “atti di bullismo”, se accettata, vorrebbe dire la fine della democrazia e della libertà. La fine della nostra cultura.

E il bello è che questa gente si erge a “paladina” della libertà e contro la discriminazione!!!

  i gay si atteggiano a vittime tutte le volte che qualcuno dichiara di non essere d' acordo con le loro teorie e le loro pretese (ad esempio quella di imporre le loro teorie pure ai bambini delle scuole materne). Ma non sono le vittime: sono i carnefici.


Questo articolo sul “fatto quotidiano online” è emblematico.  Chi non è d’ accordo con la teoria del gender e vuole controllare quanto succede nelle scuole, è uno “spione” e "non si deve intromettere".  Lo Stato invece dovrebbe imporre quello che vuole indipendentemente dal controllo dei genitori. Questo sarebbe un sistema democratico?

Anche sul terzo punto, l’ arte della mistificazione, del rigiramento di frittata e della disonestà intellettuale delle associazioni LGBT è proverbiale.    Cercano di giustificare il loro indottrinamento e il loro uso ideologico sfacciatamente fazioso delle istituzioni,  facendolo passare come qualcosa “super partes” che deve andare bene per tutti.  E’ la logica di tutti i regimi.

Come in tutti i regimi le idee faziose vengono nascoste  dietro belle frasi e concetti apparentemente asettici,  come quelli di “lotta alla discriminazione” o al bullismo. Chi può essere contrario alla lotta alla discriminazione o al bullismo?  Solo un “fascista” o un “razzista”.  Ecco quindi che a chi critica le loro pretese viene tappata automaticamente la  bocca. E anzi viene tacciato come un odioso persecutore.

In realtà  si sono un paio di considerazioni che mettono in crisi questa teoria. 

La prima è che di forme di discriminazione e bullismo nelle scuole ce ne sono una infinità .   Io non mi ricordo che ai tempi della scuola abbia mai sentito qualcuno deridere degli omosessuali. Mentre mi ricordo continui insulti  verso i grassi, i troppo magri, quelli con gli occhiali, quelli coi capelli rossi o le lentiggini, i balbuzienti…

Perché fare della omosessualità un trattamento “a parte” se non per motivi ideologici e faziosi?

La seconda considerazione è che  staremmo freschi se l’ unico modo per combattere le discriminazioni e il bullismo fosse quello di eliminare le differenze!  Se l’ unico modo per togliere le discriminazioni razziali fosse quello di dipingere i bianchi di nero o viceversa, non credo che combatteremo mai le discriminazioni razziali.  E la teoria del Gender, come acutamente ha notato Papa Francesco, è proprio questo: un tentativo di combattere le discriminazioni combattendo le differenze.

Tutti capiscono invece che questo sistema è fallimentare in partenza.   Anche perchè ipocrita.  Mettere le gonne ai bambini o i pantaloni alle bambine (Che del resto li hanno già) non nasconderà le differenze, perché i bambini non sono scemi.   Come colorare gli africani di bianco non servirà, perché chi vuol essere razzista saprà riconoscere gli africani colorati tramiti altri tratti somatici…

La terza considerazione è che non si capisce perché definire “stereotipi” le idee degli altri e non  le proprie. Stereotipo sarebbe chi crede ancora nelle differenza dei sessi e nella necessità di un padre una madre perché nasca un figlio. Mentre chi pretende che i figli possano nascere da due genitori dello stesso sesso non sarebbe uno stereotipo?  

Per tutti questi motivi, nessuno capisce perché introdurre queste teorie nelle scuole. Che bisogno ne hanno i nostri bambini?  Che torto hanno fatto per meritarsi questo indottrinamento?  Non si può lasciarli, come sono adesso, dove l’ “educazione sessuale” semplicemente non si fa, né in un senso né nell’ altro, né quella contro il gender, né quella pro-gender. Astensione dal giudizio, prima di sparare idiozie sulla testa dei nostri bambini.   Anche loro devono essere rispettati, non solo i gay.


 

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