La svolta totalitaria dell' estrema sinistra
DALLA RIVENDICAZIONE ALLA DITTATURA


Forse molti non se ne sono accorti, ma è in corso un salto di qualità nella ideologia e nella pratica già deliranti dell' estrema sinistra.  Mentre fino a qualche anno fa si limitavano e rivendicare in modo esasperato il loro "diritto" a contestare, manifestare e "disobbedire", adesso si sono dedicati ad un' altra attività (molto più congegnale alla loro natura):  IMPEDIRE LA LIBERTA' DEGLI ALTRI.
 La stessa "libertà" che loro rivendicano e assolutizzano per se stessi,  deve essere impedita a tutti i costi sugli altri.  In pratica questa gente si rivela per quello che è, cioè una associazione a delinquere "fascista" il cui scopo è imporre un regime assoluto, dove solo loro possono professare le loro idee ed esistere.

Ormai si può dire che non ci sia manifestazione non allineata alle idee "rosse" che non subisca il rito della "contromanifestazione".
Una "contromanifestazione" già di per sè è qualcosa di antidemocratico e violento. Ma in più viene accompagnata spesso da insulti, minacce, azioni di vera e porpria violenza fisica.
Non solo, ma chiunque lavori nelle aziende medio grandi può sperimetare cosa succede nelle bacheche aziendali: quelle poste vicino alle macchinette del caffè.
Chiunque può attaccare i suoi manifestini e volantini: per una festa, vendere una moto, pubblicizzare un convegno, ecc.
Però se vuoi attaccare un volantino che professi idee di un certo tipo (ad esempio una iniziativa contro l' aborto, o un convegno in difesa della sperimentazione animale, o per una conferenza di centro-destra), sei sicuro che il tuo volantino verrà strappato dopo poche ore o minuti.
Se parlate con qualcuno di questi che fanno la "pulizia etnica" sistematica delle cose sgradite, ti confesserà candidamente "Si ho strappato il volantino perchè conteneva idee sbagliate, e non è tollerabile che vengano propagandate queste cose...".
In pratica, il "ragionamento" (si fa per dire) partorito da costoro è "se una idea è sbagliata, ti  deve essere impedito non solo di metterla in patica, ma anche di professarla".
Ora, a parte il fatto che non si capisce perchè devono essere loro a giudicare se una idea è giusta o sbagliata (saranno padreterni?), ma da che mondo è mondo anche le idee sbagliate (o ritenute tali da qualcuno) hanno diritto di cittadinanza.
Magari non potranno essere messe in pratica, se violano la legge o la fisica; ma almeno parlarne dovrebbe essere un diritto inalienabile.
Invece qui siamo di fronte ad un ribaltamento totale della realtà e della verità.  Quest gente rivendica il diritto di non essere censurata in alcun modo, anche se incita all' illegalità, e la pratica pure.
Mentre non avrebbe diritto di parola chi non viola la legge  e nemmeno invita a violarla, ma solo propone una diversa visione del mondo.
Ormai i segni di questo totalitarismo sono tantissimi sia in italia che nel resto del mondo (soprattutto occidentale). Basti pensare alla repressione poliziesca appena avvnuta  in Francia contro chi manifestava pr la famiglia tradizionale, o alle leggi sulla "omofobia", che hanno già mandato in galera alcuni sacerdoti "rei" di aver letto dei passi della Bibbia contro l' omosessualità, agli arresti o licenziamenti di infermieri o altri dipendenti che espongono collanine col Crocefisso o la Madonna nei reparti o sui luoghi di lavoro.
Mentre ovviamente, se vi in giro con la faccia dell' assassino Che Guevara sulla maglietta, non ti dice niente nessuno. Anzai hai le porte spianate per entrare dovunque, e anche fare il dirigente di grosse società finanziarie o pubbliche.
Sei un buon "compagno", quindi persona affidabile, mica come quei piantagrane di cristiani "integralisti" o pro-life.
Questa la libertà portata dalle estreme sinistre, spesso con la compiacenza delle sinistre "moderate"....
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