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ITALIA: LO STATO RIBALTATO DOVE LE QUESTURE SERVONO A PROTEGGERE I PREVARICATORI CHE MOLESTANO I CITTADINI E TOLGONO LORO LA LIBERTÀ

I FATTI

Sabato 23 maggio alle 18 , all’ Arco della Pace di Milano era prevista  la manifestazione delle Sentinelle in Piedi.   Appena diffusasi la notizia, è stata organizzata  la  “contromanifestazione” di rito da parte degli antagonisti,  ovviamente nello stesso luogo e tempo.

Che ci sarebbe stata la “contromanifestazione” lo si sapeva da tempo, perché i “sentinelli di Milano” (così si fanno chiamare i contestatori delle Sentinelle in Piedi) l’ avevano scritto a chiare lettere sulla loro pagina Facebook.

Ora, se fossimo in un pase civile e democratico le questure e le altre istituzioni avrebbero intimato a questa gente il DIVIETO a manifestare nello stesso luogo e tempo degli altri.  Avrebbero intimato loro di andare, diciamo, ad almeno 500 metri di distanza,  oppure ritornare in un altro momento, ad esempio la domenica successiva.    Se poi questi  disturbatori  avessero tentato comunque di manifestare abusivamente,  le Forze dell’ Ordine  avrebbero dovuti allontanarli e arrestarli.  Questo se fossimo stati in un paese civile.  Invece siamo in Italia. E quindi sabato 23, alle 17,45, i “sentinelli” erano lì tranquillamente schierati proprio sotto l’ Arco della Pace con le loro bandiere, ad “accogliere” le sentinelle ed organizzare beati la loro “contromanifestazione” di disturbo.

 

Anche se questa volta (rispetto alla volta precedente a cui avevo partecipato, il 12 Aprile) il disturbo acustico dei provocatori è stato minore (e comunque c’ è stato),   ciò non giustifica certo che si tolleri questo sistema assurdo.   Cioè il sistema per cui, mentre da una parte si dà l’ autorizzazione ad un gruppo di effettuare la sua manifestazione, dall’ altra si lasci che , nello stesso tempo  e luogo qualcun’ altro venga lì a contro-manifestare.  Il diritto a manifestate (sancito dalla costituzione) non può essere una presa in giro.  Implica che lo si possa esercitare  pienamente, tranquillamente e in sicurezza,  senza intimidazioni e provocazioni di nessun genere.

 

Qualcuno dirà che le  Forze dell’ Ordine erano comunque presenti, per garantire la “sicurezza”.  Ma è proprio questo il punto.  La presenza di Polizia e Carabinieri,  si può vedere da due punti di vista diversi (come il classico bicchiere mezzo  pieno e mezzo vuoto).  Qualcuno potrebbe vedere le forze dell’ ordine che proteggono le “Sentinelle in Piedi”.  Qualcun’ altro, altrettanto legittimamente, potrebbe vedere le Forze dell’ Ordine che proteggono gli antagonisti, che di fatto erano lasciati liberi di operare in tutto e per tutto.

Immaginiamo che durate l’ evento fosse scesa una navetta di marziani e che fossero poi tornati alla base a relazionare su quello che avevano visto.  Il racconto della vedetta avrebbe potuto essere di questo tenore: “C’ era una manifestazione di un gruppo di umani che stavano in piedi in silenzio nella piazza.  E poco vicino un altro gruppo di stronzi che strillavano, cantavano e prendevano in giro gli umani.  La polizia in mezzo stava a guardare gli stronzi che facevano casino”.    Il capo della spedizione ci pensò un po’ e poi disse “Evidentemente questo pianeta è un posto dove non viene rispettata la democrazia, e la polizia non si capisce bene cosa faccia.  Andiamocene il più in fretta possibile e scegliamoci una altra galassia più civile”.

 

I PREGRESSI

Se quello appena descritto fosse un caso isolato , pazienza.  Ma ormai questo modo di fare, per cui si tollerano le “contromanifestazioni” accanto alle manifestazioni, è diventato una costante.

Alcuni esempi.


Domenica 12 Aprile. Manifestazione delle Sentinelle in Piedi all’ arco della pace.  Un gruppo di “contestatori”,  schierati a pochi metri, e col megafono ha passato il tempo a dispensare comizi, insulti e minacce. La polizia lascia fare.