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LA PIAZZA AI DELINQUENTI

COMUNICATO STAMPA (e volantino che si può scaricare)
15-5-2012

Ormai siamo al delirio.
Oggi tutti parlano di legalità, e poi succedono tranquillamente cose come quelle che accadono a RHO da un po' di tempo a questa parte.

Qui ad un gruppo delinquenziale dichiarato vengono concesse le piazze e l' uso delle strutture pubbliche.

Si tratta del cosiddetto "Centro Sociale Fornace" che ha in programma una "festa" nella piazza centrale della città ( P.zza San Vittore) il giorno 19 maggio.
Il concerto è basato sul complesso VALLANZASKA.

Ricordiamo a chi non lo sapesse, che Renato Vallanzasca fu uno dei peggiori e schifosi ASSASSINI della storia milanese, autore di una quantità di rapine,  omicidi e sequestri di persona (vedi sotto)

Questo complesso rock con un nome certo adattissimo per i banditi della Fornace (del resto avevano invitato nella loro “sede” anche il brigatista rosso Renato Curcio).  

Quello che non è "adatto"  è che si possa concerere spazi pubblici a della gente che pratica ed esalta i reati, e che si mette esplicitamente e dichiaratamente fuori legge.

Ricordiamo che il centro "sociale" fornace ha effettuato 4 occupazioni abusive negli ultimi 7 anni.  
Attualmente sta in una palazzina altrui (della ditta Radici spa) , valore immobiliare di qualche milione di euro (ma se anche valesse mezzo euro, non cambierebbe nulla, perchè la roba degli altri tu non la devi prendere),  RUBATA lo scorso anno.

Qui organizzano feste e spettacoli abusivamente, senza norme di sicurezza, senza norme igieniche, senza controlli fiscali, senza niente. 
E disturbando gravemente la quiete pubblica dei cittadini della zona (come già prima, quando stavano in via San Martino).
E laciamo perdere gli  imbrattamernti della città, le affissioni abusive, le azioni squadristiche verso i consigli comunali e quelli che non la pensano come loro.

Insomma una vera e propria MAFIA, collegata con gli altri centri criminali  di Milano,  che esaltano pubblicamente e dichiaratamente i furti di immobili e i reati in genere (anche furti nei supermercati).

E poi questi ce li troviamo pure in piazza a fare feste e banchetti e assordare la gente con le note di un complesso che prende nome da uno dei peggiori assassini della nostra storia locale  (del resto avevano invitato anche Renato Curcio a tenere una conferenza un paio di anni fa).

Ci chiediamo:  che succederebbe se venisse data la piazza ad una associazione mafiosa?  O ad un gruppo di nazi-skin? O di trafficanti di droga?  O una associazione che rivendica il maltrattamento degli animali?
Certo a questi non verrebbero mai date le piazze e le strutture pubbliche. Giustamente si direbbe che la cosa è assurda e che non è possibile fare una cosa del genere in uno stato civile.

Ma com'è  che invece si tollera una situazione del genere quando i soggetti sono i centri sociali abusivi?

Alla faccia della legalità  e del rispetto dei cittadini  che oggi più che mai sono chiamati a rispettare le regole,  pagare le tasse ed essere perseguiti per ogni infrazione dalle regole del vivere civile !
Poi si ritrovano i banditi impunti in piazza. Bel premio per la loro onestà.


Venderanno anche roba sui loro banchetti?  Emetteranno scontrini fiscali? Ci sarà qualche controllo della Guardia di Finanza?  Il Comune (cioè tutti noi)  gli darà la corrente?

E i politici che fanno?  Gli indignati speciali? I grillini? Stanno zitti?
Tutti tacciono, a quanto pare.
A riprova dello stato di tirannide e perdita della libertà a cui siamo stati sottoposti nei luoghi dove si sono installate queste bande di squadristi.

BASTA CON LA TOLLERANZA VERSO L'  ILLEGALITA' DEI CENTRI SOCIALI.
SI SEGUANO ALMENO LE PAROLE DI NAPOLITANO DI IERI :
"Non ci sono ragioni legate alle tensioni sociali che possano giustificare il ribellismo e le forme di violenza"


INFORMAZIONI SU RENATO VALLANZASCA (Da Wikipedia):

Dopo la fuga, durante la sua latitanza, Vallanzasca riesce a ricostituire la sua banda. Con essa mette a segno una settantina di rapine a mano armata che lasciano dietro di sé anche una lunga scia di omicidi, tra cui si contano quelli di quattro poliziotti, un medico e un impiegato di banca. Nel medesimo periodo avviene inoltre un'ulteriore evoluzione nell'attività criminale del gruppo, con il passaggio dall'esecuzione delle sole rapine, a quello dei sequestri di persona (saranno quattro, di cui due mai denunciati). Una delle sue vittime è Emanuela Trapani, figlia di un imprenditore milanese, che viene tenuta segregata per circa un mese e mezzo, dal dicembre 1976 al gennaio 1977, e quindi liberata dietro il pagamento di un riscatto di un miliardo di lire. A questo episodio criminoso, il 6 febbraio 1977, fa subito seguito l'uccisione di due uomini della polizia stradale che, in un posto di blocco ad un casello autostradale nei pressi di Dalmine, fermano per un controllo la
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