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I MATRIMONI GAY NON ESISTONO  E GLI UTERI IN AFFITTO SONO UN ABOMINIO

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VIETATO DIFENDERE L’ EVIDENZA

Scriveva Chesterton: “verrà il momento in cui dovremo sguainare le spade per dire che  che le foglie sono verdi d’estate”.

Le sue profezie si stanno puntualmente avverando.  Oggi difendere l’ ovvietà e l' evidenza è cosa quasi improponibile, e a rischio, pure penale.

Un tipico esempio è il concetto di matrimonio.  Dire che il matrimonio è l’ unione fra persone di sesso diverso, è ormai in pratica vietato, e chi lo fa viene additato alla opinione pubblica come un pericoloso "omofobo". 

Eppure da che mondo è mondo, in tutte le culture, civiltà e religioni l’ istituto del matrimonio ha sempre riguardato l’ unione fra due persone di sesso diverso: un maschio e una femmina.    Non è che tutti nel corso delle storia fossero stinchi di santi.   Ci sono stati periodi e luoghi in cui i rapporti omosessuali erano molto popolari (si pensi a Sodoma e Gomorra), e pure l’ incesto, la pedofilia, e ogni genere di libertà di costumi.   Eppure nemmeno lì hanno avuto il coraggio di sancire queste unioni come “matrimonio”.  Un briciolo di buon senso e di logica rimanevano pur nei periodi più bui della storia.

Invece oggi no.  Il matrimonio gay sembra  diventata la cosa più ovvia e naturale del mondo. E guai a dire il contrario.

Quindi i casi sono due.  O prima il genere umano era composto da una massa di deficienti  e adesso invece tutti siamo diventati come per incanto intelligentoni.

Oppure è il contrario. E cioè prima il genere umano si muoveva fino a qualche anno fa ancora nel solco del senso di realtà, della logica e del buon senso, mentre oggi non più.

E' più probabile  la seconda ipotesi.

Penso che oggi si stia delirando, o (peggio) si stia imponendo un progetto antropologico falso ed ideologico.

 

L’ ASSURDITA’ DEI MATRIMONI GAY

Oggi i difensori dei matrimoni gay fanno leva sullo slogan “al cuor non si comanda”. Le unioni fra persone dello stesso sesso o fra sessi diversi sarebbero la stessa cosa, perché in entrambi i casi c’ è “amore”.

Peccato che l’ istituto del matrimonio non si basa per niente sul sentimento.  Lo Stato non può e non deve sindacare sui sentimenti delle persone; né stabilire istituti giuridici basati su questo.

Se fosse così, allora dovremmo celebrare i matrimoni anche fra fratello e sorella (che notoriamente si vogliono tanto bene), oppure fra padre e figlia (anch’ essi legati da profondo amore filiale e paterno) oppure fra due amici per la pelle (il cui legame è talvolta anche più forte di quello fra due coniugi). E, perché no, dovremmo legare in matrimonio anche una confraternita di frati o di suore, o un collettivo anarchico. Tutti ambiti  dove il sentimento (di vario genere e natura) è ben radicato e fondante.

In realtà l’ istituto del matrimonio e della famiglia (con relativa giurisdizione sul diritto matrimoniale e di famiglia) non è stato creato per sancire l’ amore, ma per tutt’ altri motivi.

Lo Stato conferisce uno status privilegiato al matrimonio, in quanto costituisce il nocciolo e il fondamento della società e del genere umano. Compresa la sopravvivenza della specie. Viene garantito protetto e privilegiato il rapporto di chi si impegna a far continuare la specie umana.

Quindi il matrimonio è fra persone di sesso diverso perché solo loro possono continuare la specie, creare ed allevare figli, almeno potenzialmente.

Qualcuno obietterà che il matrimonio può essere contratto anche da coppie sterili.  Certamente è così, e lo Stato non può certo subordinare il matrimonio agli esami ginecologici o sullo stato di fecondità del maschio.

Ma almeno la fecondità deve esserci in potenza. 

E’ un po’ come il concetto di automobile.  Se ha il motore guasto rimane sempre una automobile.  Ma se è una bicicletta rimane pur sempre una bicicletta, e anche se uno pedala a velocità folle non gli si da il permesso di andare in autostrada, perché le autostrade sono riservate alle auto e alle moto, ma non alle biciclette.

 

FIGLI IN PROVETTA E MADRI SURROGATE: BENVENUTI NEL QUARTO REICH

C’ è poi il discorso dei figli. I figli nascono solo da persone di sesso diverso. E anche se sono fatti in laboratorio (cosa aberrante e schifosa) hanno pur sempre un padre e una madre.

Pretendere di creare una “famiglia” dove ci sono due padri  o due madri, è una violenza non solo alla logica e al buon senso, ma soprattutto ai figli.

Se legittimiamo i “matrimoni gay” (che matrimoni non sono perché le sue parole sono una contraddizione in termini) dovremo legittimare anche il loro “diritto” a fare quello che fanno tutti gli altri coniugi, compreso l’ avere figli.

Però, siccome i figli non possono nascere da persone di sesso diverso, ecco che la legittimazione dei matrimoni gay richiede la legalizzazione delle pratiche di fecondazione artificiale e uteri in affitto.

Ora, la fecondazione artificiale eterologa è oggi praticamente  legale (purtroppo, perché, fra le altre cose,  comporta la generazione e distruzione di  milioni di embrioni in sovrannumero).  E comunque lascia aperto  un problema di fondo: il diritto del bambino a sapere chi è il suo padre legittimo.  Potrà un ragazzo accontentarsi di sapere che suo padre è “banca genetica xx” ???  Potremo andare a raccontargli questa cosa quando pretenderà di conoscere di chi è figlio? 

E, per quanto riguarda la pratica degli uteri in affitto, è cosa ancora più squallida: una forma di schiavismo dove donne bisognose vengono comprate per ospitare il bambino, sottraendolo poi al momento della nascita alla madre legittima.  Roba da regime nazista.

 

 

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