associazione culturale katyn


i nervi scoperti del mondo regressista

LA PIETRA DELLO SCANDALO

La mobilitazione esagerata del mondo "progressista" contro un gruppetti di alcune decine di preganti per la vita? Dimostra solo la loro coda di paglia

 

Un gruppetto di qualche decina di  persone si ritrova in una grande città a dire il rosario per la vita e contro l’ aborto.

Si direbbe una notizia totalmente insignificante. Più o meno come quella di un gruppo di amici che si ritrovano a festeggiare il compleanno. Perché mai dovrebbe attirare l’ attenzione di qualcuno?

Invece scatta il putiferio.

Centri sociali, femministe radicali, gruppi anarco-insurrezionalisti si mobilitano: riempiono i siti internet di messaggi di guerra,  “non sia mai! andremo a cacciarli!”. 

Non solo, ma anche fior di partiti politici prendono posizione: “un gruppo di antiabortisti?! Ma che impudenza… Nella nostra città, poi!  M a come si permettono? Mandiamoli a casa!”.


E poi pure il sindaco del PD, la giunta,  l’ amministrazione comunale, gli assessori, le prefetture, le direzioni degli ospedali. Invocano leggi speciali e ordinanze !ad personam”, che impediscano ai pericolosi antiabortisti quanto meno di avvicinarsi agli ospedali (susciterebbero sensi di colpa nelle partorienti!) e possibilmente di non manifestare proprio.

Sorgono poi fantomatici “comitati di quartiere” che denunciano i "disagi" dovuti alle manifestazioni... guarda caso quando, una volta nella vita, manifestano i ... pro-life.

Ecco infine il mondo dei media che si schiera. Repubblica sforna editoriali, non per denunciare le aggressioni e la censura dei militanti antoabortisti,  ma per esaltare le urla degli antagonisti, e denunciare il "rigurgito clericale" che... vuole riportare l’ Italia al medioevo. Il Fatto quotidiano sguinzaglia i suoi reporter contro quelli che definisce immancabilmente, “ultra-cattolici”, e poi dedica pagine soddisfatte  alla femministe che hanno contestato l’ evento. Pure le maggiori agenzie, come l’ ANSA non tralasciano l' evento, ma solo per metterlo in cattiva luce.