associazione culturale katyn


LA CATTIVA COSCIENZA DEI CENTRI SOCIALI

DIETRO AI PROCLAMI SOLO LA VOGLIA DI  FARE I BASTIAN-CONTRARI E LA SETE DI POTERE
Ecco come i gerarchi fascisti del Cantiere o della Fornace, o degli altri gruppi criminali rossi cercano di imporre il loro regime



31-12-2013
Ormai solo gli sprovveduti e i prepotenti si fanno abbindolare dai proclami dei cosiddetti "centri sociali".
La gente normale ha capito che dietro i continui incitamenti alla delinquenza, alla trasgressione, all' odio e alla "mobilitazione delle masse popolari", non ci sono problemi sociali, ma solo il desiderio di strumentalizzare ogni occasione per portare avanti il proprio progetto precostituito di "rivoluzione" (ovviamente guidata da loro...).

I centri sociali sono alla continua disperata ricerca di tutti i motivi di scontento e di malcontento di ogni gruppo di persone.  Non perchè a loro interessi qualcosa di questi gruppi, ma perchè devono costituire una  "massa d' urto" per scardinare il sistema e concretizzare finalmente il loro progetto di presa del potere.

Leggiamo su uno dei loro siti (http://www.sosfornace.org/la-terza-dimensione-di-expo-la-materialita-del-cemento/), un pezzo emblematico  da questo punto di vista::
"Partiamo allora dal caso della mobilitazione che negli ultimi due mesi ha interessato la difesa dei grandi parchi della periferia nord-ovest (Trenno, Cave e Pertini), contro il progetto della Via d’Acqua:... E’ il caso degli operai stranieri che, a inizio novembre, sono saliti su una delle gru del cantiere Merlata...E’ il caso, però, anche degli operai edili appartenenti alle sigle confederali, che venerdì 13 dicembre hanno scioperato e manifestato proprio ai cancelli dei cantieri nord dell’Expo.... E’ il caso anche dei movimenti per la casa e dei Comitati per il Diritto all’Abitare...Così come è il caso del movimento studentesco milanese e degli insegnanti delle scuole comunali... Movimenti sociali, comitati di quartiere, cittadini di diverse fasce di reddito, lavoratori precari o in nero e operai.. bla...bla...bla.".
Come dicevamo; tutte le forme di malcontento sono buone, tanto per riempire il calderone.
Ricordiamo anche il tentativo di includere i contestatori della TEM, e quanche mese fa anche con i comitati di quartiere di alcuni comuni che non volevano l'ampliamento di alcune linee ferroviarie.

Il meccanismo è sempre il solito, utilizzato dal '68 ad oggi (e utilizzato da tutti i regimi comunisti criminali che si  sono instaurati nel mondo). 
  1. Prima di tutto si vanno a cercare tutte le forme di protesta "sul mercato" in un certo momento.
  2. Poi, per ognuna di queste proteste, si va a d identificare il gruppo sociale o territoriale da cui promanano (il quartiere di Trenno, o gli studenti del liceo Brera, o gli operai edili che lavorano alla Expo, ecc.).
  3. In terzo luogo parte il processo di identificazione di queste proteste con tutta la classe sociale nel suo complesso (è tutto il quartiere che si rivolta, o tutti gli studenti, o tutti gli operai.....).
  4. In quarto luogo, le categorie sociali o territoriali vengono automaticamente "arruolate" nel proprio progetto di rivoluzione (guidato dai gerarchi dei centri sociali).
E il gioco è fatto.  Ecco nascere il "blocco sociale che si oppone" a tutto e tutti,  che "rappresenta il popolo" e  che ovviamente, è capeggiato da LORO. Cioè gli sgherri dei centri sociali. Che però così non sono più un branco di ladri e tiranni, ma diventano per magia i "nobili" salvatori del popolo, e gli unici "onesti" in un mondo di ladri.

Peccato che ognuno di questi passaggi contenga un imbroglio.
  1. Il primo punto dimostra già che siamo già in presenza di una forzatura. E' sbagliato trumentalizzare la realtà per i propri fini. Eppure loro si comportano proprio così.  Hanno già in mente la "rivoluzione" prima di partire. E cercano poi i soggetti che possono metterla in pratica. Quindi sono dei falsi in partenza, perchè anche un processo rivoluzionario "onesto" (ammesso ch ce ne sia uno) richiederebbe che si parta dalla realtà per arrivare alla rivolta e non il contrario.
  2. Il secondo e il terzo punto dimostrano  ulteriormente la loro perversione. Infatti non è assolutamente detto che un gruppo di persone rappresenti "tutti" gli abitanti di un certo territorio  di una certa realtà sociale. Spesso la maggior parte della popolazione , o dei lavoratori, o degli studenti, non vuole avere niente a che fare con i gruppuscoli che contestano (e che ci sono sempre, qualsiai cosa si faccia a questo mondo). Ma fa comodo ai tiranni rossi generalizzare ed eliminare le differenze di opinione, come in tutti i regimi. Oltretutto , anche laddove la maggioranza fosse d' accordo con una certa contestazione, ciò non è detto che rappresenti una cosa "sociale". Spesso infatti queste opposizioni alle opere pubbliche sono solo forme di egoismo sociale, di corporativismo, di interesse di parte.  Tutte cose che i "centri sociali" (quando fa loro comodo) stigmatizzano essi stessi.
  3. Ancora più abusivo è il tentativo di mettere tutti i soggetti di diverse realtà  in un calderone unico con l' etichetta "centri sociali".  Anche perchè questi centri sociali sono gruppi che si muovono dichiaratamente nella illegalità, mentre i gruppi spontanei di contestazione si limitano a protestare, ma normalmente non hanno nessuna intenzione di sconfinare nella delinquenza, cosa che li renderebbe squalificati di fronte alle istituzioni e alla opinione pubblica.  Quindi è chiara la disonestà e la prepotenza di chi cerca di carpire la buona fede degli altri, per includerli nel proprio progetto delinquenziale contro la loro volontà.

In definitiva il problema dei "centri sociali" non è il contenuto, ma il "metodo".  Non sono i "motivi" della protesta (che si possono trovare a iosa), ma la strumentalizzazione disonesta a fini delinquenziali.


Inutile che questi, per giustificare le loro azioni, si appellino alle varie "ingiustizie" sul mercato.  Semplicemente  questo non è il punto.   Il punto è che nessuno è autorizzato alla delinquenza, all' abuso e alla abolizione della democrazia e del diritto, anche se avesse tutte le ragioni del mondo.
Del resto ognuno è in grado di produrre le sue buone "ragioni" per fare quello che indende fare.  Anche gli assassini, i terroristi, i nazisti, la mafia... hanno le loro "buone ragioni" da produrre.
Ma questo semplicemente NON C' ENTRA.
Ciò che caratterizza una società civile e democratica e la distingue da un inferno non sono le "buone ragioni". Sono il rispetto del diritto e della democrazia.
Inutile che i centri sociali se la prendano con gli sfratti, o l' expo, o le ruspe, o il precariato, o la TAV, ecc.
Il punto non è questo. Il punto che che anche le loro "ragioni", ammesso che siano tali, devono essere sottoposte ad un vaglio democratico e non imposte con la violenza.
Se loro non vogliono l' expo, o vogliono abolire la proprietà privata delle case, o sono contro la possibilità di sfrattare, o contro la TAV, o contro il "capitalismo privato", o contro la Fiera, o contro le cipolle fritte... si facciano eleggere in una elezione democratica , facciano approvare le loro leggi in un parlamento. Poi potranno comandare.
Non gli piace? Preferiscono fregarsene delle procedure e dire "la democraziona siamo noi", le "masse popolari siamo noi"....Prefersicono le occupazioni abusive, i funogeni, i vandalismi, le violenza, le intimidazioni, le "assemblee popolari".
Bene, si inseriscono in tal modo nel solco dei TIRANNI, dei FASCISTI e della MAFIA.
Niente di nuovo. Niente di "rivoluzionario".  Solo la solita merda  rossa o nera.
Solo la solita camorra.

C.F.


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