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La  giunta Pisapia "modello di legalità"!? Ma ci facciano il piacere....

Dalla collusione con i centri sociali, all' appoggio ai fascisti rossi che molestano le manifestazioni altrui, alla svendita dei muri alla mafia dei writers... tutte le porcherie degli ipocriti rossi (come sempre).

E Sala "non rinnega" l' eredità....


1. Quando Pisapia partecipava alle assemblee del Macao

Nella immagine soprastante Pisapia, spalleggiato da Limonta, partecipa alle assemblee del centro asociale “Macao” che aveva appena occupato un grattacielo di 33 piano in centro Milano.  Notate l’ atteggiamento sorridente e compiacente, sia del sindaco che degli occupanti, che sapevano di avere di fronte qualcuno “amico”.
Il grattacielo è stato poi sgomberato  (per istanza della proprietà e non del Comune).   Ma quelli del Macao si sono trasferiti al vecchio Macello, edificio di proprietà pubblica, sempre abusivamente, e di lì non si sono più mossi.
Qui sotto una foto dell’ edificio okkupato abusivamente.  Ci chiediamo chi paga la corrente elettrica? Chi ha dato un allacciamento a degli occupanti abusivi?  Non c’ è una legge che lo vieta?



2. Mirko Mazzali , Limonta e i “bravi ragazzi volonterosi (occupanti abusivi) che non devono essere sgomberati”

Mirko Mazzali è il pre-sidente della Commis-sione Sicurezza del Comune di Milano.
Nel 2014 alcuni cit-tadini delle case po-polari di Piazza Ferra-villa, esasperati, fece-ro scoppiare il caso del “Collettivo Lam-bretta”,  il solito grup-po di figli di papà colo-rati di rosso e di anar-chia avevano occupato delle case Aler della zona, e ci facevano ogni genere di attività illegali e di disturbo alla quiete pubblica. Si è saputo poi che rubavano anche la corrente delle case popolari lì vicino.
Orbene, il signor Mazzali, così si espresse nei confronti degli occupanti abusivi:
"Mettiamo che dei giovani cerchino da tempo e non trovino dei posti dove ritrovarsi , per stare insieme e fare attività politica, musica e sport... che decidano di occuparlo, che allontanino gli spacciatori, che lo ripulis-cano, lo aprano al quartiere...".
A parte le falsità (non era vero che avevano ripulito o allonta-nato gli spacciatori; semplice-mente ci avevano sostituito il loro sporco e il loro spaccio; coltivavano pure marijuana nei giardinetti delle villette) ci chiediamo come il presidente della commissione sicurezza del Comune possa far passare della gente che sta commettendo dei reati come “bravi ragazzi che cercano un posto dove ritrovarsi”?
E come si fa a benedire il fatto che questi apra-no delle case oc-cupate “al quar-tiere”?
Cosa sarebbe successo se ci fossero stati crol-li o morti in uno spazio occupato illegalmente? Proprio il presidente della commissione “sicurez-za” deve dire queste cose?
Ma Mazzali non è il solo ad aver difeso le occupazioni abusive. Anche Paolo Limonta, braccio destro di Pisapia, addirittura scrisse una lettera al Prefetto alla fine del 2012 chiedendo “di non procedere allo sgombero forzoso degli immobili Aler di via Apollodoro” .


Ci chiediamo solo cosa sarebbe successo  se qualche amministratore dell’altra parte politica avesse mandato lettere per difendere gente che commetteva illegalità!



3. L’ esempio di uno  spazio comunale  occupato dal 2012 in zona isola . Ci fanno quello che gli pare a nostre spese, ma nessuno li sgombera

Caffetteria, palestra, danze orientali, yoga. Quanti milanesi onesti si danno da fare per mettere in piedi queste attività in periodo di crisi! 
Si “sbattono” per cercare  locali in affitto,  chiedere licenze ed autorizzazioni,  pagare  le tasse.
Poveri stupidi!! Non sanno che c’ è un modo più semplice per vivere. E cioè RUBARE gli spazi, e fare tutto abusivamente, senza controlli e senza pagare tasse. Come fanno i centri sociali.
Quello che vi mostriamo è uno dei tanti esempi di questo modo di fare. Nella foto compare la pagina Internet del “Piano Terra”, centro sociale che si è installato in uno spazio di proprietà comunale in via Confalonieri,3 - zona Isola.  Il loro slogan è “ispira conflitto”.
Ormai da 4 anni fanno quello che vogliono in questi locali.  Si tratta di locali del Comune, e quindi dei  cittadini milanesi;  tutti obbligati a finanziare i ladri abusivi. Appena saputo della okkupazione ci siamo rivolti all’ assessore competen-te (Cristina Tajani), che ci ha detto che stavano cercando “soluzioni condivise”.
Condivise con dei delinquenti? Abbiamo scritto spesso, ma non ci hanno più risposto. Sembra che questo spazio sia ormai “confiscato” dagli anarchici.
In effetti il conflitto lo ispirano davvero… ma in quelli che vorrebbero cacciali a pedate.

4. La saldatura fa malavita organizzata e Centri Sociali; e l’ ipocrisia del PD, che tiene i piedi in due scarpe…

"Ci preoccupa una crescente saldatura fra malavita e estremismo politico sulla base di una logica buonista per cui chi ha bisogno può occupare", ha affermato il segretario metropolitano del PD Bussolati riferendosi da un lato alle battaglie dei centri sociali per impedire gli sgomberi delle case occupate abusivamente, e dall'altro al fatto (ormai oggettivo e acclarato) che esiste nei quartieri popolari milanesi un "racket" delle case popolari vuote, gestito da malavitosi. "I centri sociali devono decidere da che parte stare", ha tagliato corto Carmela Rozza (assessore ai lavori pubblici del PD), "perché 'libera occupazione per tutti' significa alla fine stare coi delinquenti".
(citazione tratta da Milano Today del 9 febbraio 2015)

Le affermazioni dei principali rappresentanti di PD milanese, contenute nell’ articolo appena citato sono il festival della ipocrisia e della doppiezza.  Da una parte fanno finta di essere per la legalità e contro le occupazioni abusive,  dall’ altra cercano di mantenere il legame con i centri sociali.
“i centri sociali devono decidere da che parte stare”, dice la signora Carmela Rozza. Ma, cara signora, i Centri sociali hanno già deciso da sempre, da che parte stare!!!  E cioè  dalla parte delle occupazioni abusive e della delinquenza.
Perché Lei e il suo partito fate ancora finta di non capirlo?
Se una classe politica e una giunta strizzano ancora l’ occhio ai centri sociali e fanno finta di “distinguerli” dalla malavita organizzata che promuove le occupazioni abusive (quando sono tutt’uno con essa) vuol dire che questa classe politica e amministrazione è del tutto squalificata e inaffidabile. E collusa con i centri sociali.

5. IL FASCISMO DEI SENTINELLI DI MILANO (E SALA MANIFESTA CON LORO...)

22 Maggio 2016 - cronache dal fascismo rosso di Milano

Ieri sera 21 Maggio ore 18:30  in piazza della Scala era in programma una manifestazione delle Sentinelle in Piedi.

Immancabilmente il gruppo “sentinelli di milano” (gruppo parassita, nato per antagonismo alle Sentinelle in Piedi) ha organizzato la solita contromanifestazione di disturbo. Si sono piazzati a poche decine di metri di distanza dal raduno delle Sentinelle, per le consuete azioni di disturbo e provocazioni. Triste rito, che si replica sistematicamente nelle Milano "democratica (nel senso della repubblica democratica della Corea del Nord) di Pisapia &c.

Questo atteggiamento dei “Sentinelli di Milano” significa semplicemente una cosa; e cioè che loro non ammettono che la pensa diversamente da loro abbia diritto di manifestare.

Si tratta cioè di fascismo allo stato puro. Altro che “laici e antifascisti”.

Qualcuno dirà che alla fine al manifestazione delle sentinelle si è svolta lo stesso. Bella scoperta!   Ma la libertà è un’ altra cosa.   Non si può parlare di vera libertà se quando qualcuno la esercita qualcun’ altro cerca di darti fastidio.

Facciamo un piccolo esempio (che anche un compagno “democratico progressista” possa capire).

Immaginiamo che una persona, quando esce di casa, venga regolarmente affiancato da qualcun altro a cui sta antipatico, e che lo disturba e lo provoca in tutti i modi. SI può parlare di libertà di quella persona?  Chiunque direbbe di no. Direbbe che la persona è soggetta a molestia e stalking, e non di vera libertà. E ci sarebbero anche gli estremi per la denuncia penale e per l’ arresto del molestatore.

Peccato che questo non accada a Milano. E a questi “sentinelli” (a cui nessuno impedirebbe di manifestare a Milano in altri tempi o luoghi rispetto alle sentinelle) viene lasciato spazio per le loro provocazioni.

Ora, cosa c’ entra Giuseppe Sala in tutto ciò?  C’entra tantissimo, e lo dimostra questa foto.

Vediamo Sala in piazza proprio fra le bandiere dei “Sentinelli di Milano”. 

Al “manager” della sinistra unita, ovviamente non fa nessun problema di manifestare assieme a chi, per principio e per vocazione, è intollerante, arrogante e antidemocratico.


6. Se sei contro l’aborto minacciano di darti fuoco.  Le femmi-naziste di via dei Transiti protette dalla amministrazione arancione

 
Ecco un esempio dei cartelli issati da gruppi femministi radicali,  durante le loro “spedizioni punitive” ai danni dei pro-life.  I CAV sono i Centri Aiuto alla Vita, che loro vorrebbero bruciare, assieme ai medici che obiettano all’ aborto.
Gruppi di fanatici isolati?  Purtroppo no! Si tratta di gruppi coccolati della amministrazione arancione, che li difende e li protegge. Hanno infatti il loro quartier generale nel centro sociale (occupato abusivamente) di via dei Transiti.
Nell’ autunno del 2011 era in programma lo sgombero (finalmente) degli edifici.
Però la neo installata amministrazione arancione ha posto il veto, e addirittura il consiglio di zona 2 votava una mozione per la prosecuzione dell’attività  di un cosiddetto “ambulatorio medico popolare”,  ospitato in questo edificio occupato.
La motivazione era che questo ambulatorio doveva dare “servizi sociali” alla popolazione.
Quali servizi desse questo ambulatorio, lo si è visto qualche tempo dopo, quando ci siamo ritrovati i cartelli che incitano a bruciare i CAV con gli obiettori dentro….

7. Chi ti eleggono come delegata per le “pari opportunità” Abortista, dittatoriale e ideologica.  Il caso della consigliera del PD Rosaria Iardino

La consigliera comunale del PD Rosaria lardino, elemento di spicco della giunta Pisapia (e recentemente nominata Consigliere delegato alle Pari Opportunità della Città metro-politana),   la conoscono bene i gruppi contro l’ aborto.
Ecco come si esprimeva in occasione di uno dei cortei pro-lfe organizzati  nel 2014 a Milano: 
“Ma Milano non accetta. Chiedo quindi a tutte le donne che assieme a me siedono sugli scranni di Palazzo Marino di partecipare alla contromanifestazione di sabato, per urlare un'opposizione forte alla vergogna degli slogan che sicuramente si sentiranno,  diffamanti nei confronti delle tante donne decise a praticare l'aborto.”.
Quindi la signora del PD, non solo è sostenitrice dell’ aborto e della legge 194 (che lo legalizza e lo fa pagare ai contribuenti), ma vorrebbe anche impedire di manifestare a chi non la pensa come lei.  Chi è favorevole all’ aborto sarebbe l’ unico a poter parlare.  Mentre se ti schieri contro l’ aborto sei  “diffamante” e devono tapparti la bocca, perché “Milano non accetta”….
La signora è nota anche per la sua opposizione perfino alle disposizioni del Ministro per la Giustizia Orlando che miravano ad aumentare le sanzioni per l’ aborto clandestino.  In pratica lei, non solo sostiene l’ aborto legale, ma gli va bene anche quello clandestino! Sopprimere i bambini non fa problema per la “delegata alle pari opportunità” designata dal PD.  Le “pari opportunità” (nemmeno quella di nascere)  non valgono per i piccoli nel grembo materno.

La Iardino si è distinta per il suo atteggiamento fazioso e ideologico sui temi della famiglia e della scuola.
Ad esempio quando è sorto il caso di presunta “omofobia” da parte dell’ Ente Cattolico di Formazione Professionale di Monza nel settembre 2015, la signora si è affrettata a rilasciare dichiarazioni diffamatorie nei confronti della scuola di Monza per tirare acqua al mulino della propaganda LGBT.  Il fatto era in realtà una montatura clamorosa. Il direttore dell’ istituto di Monza era intervenuto in quanto il ragazzo aveva pubblicato su un social fotografie sessualmente esplicite, e non perché fosse o meno omosessuale.  Come ha dichiarato un senatore in parlamento, a proposito della vicende: “Accecate da furore ideologico ormai le associazioni Gay fondamentaliste vogliono capovolgere il mondo, accusando di omofobia chi si sarebbe comportato allo stesso modo se l’episodio avesse riguardato una ragazza, avendo il preciso dovere di intervenire davanti a comportamenti censurabili o a volte addirittura costituenti reato”.
Ciò nonostante la Iardino ha perfino cercato di sfruttare la situazione per criminalizzare i convegni sul gender. Ha dichiarato: “Mi chiedo quanto influiscano, in situazioni del genere, le aberranti esternazioni e gli assurdi convegni che certe forze politiche si ostinano a organizzare, contro la cosiddetta teoria del gender e a difesa di una “fantomatica” famiglia naturale...

8. SENZA VERGOGNA; METTONO PURE I LADRONI DEL LEONCAVALLO A CARICO DEI CONTRIBUENTI


9. Centri sociali: una casta impunita (alla faccia della legalità)

Chi sono i Centri Sociali? Sono una massa di criminali che compiono sistematicamente abusi e reati. E che addirittura sbandierano ed esibiscono la loro illegalità.  Una casta protetta, molto peggio di quella dei politici (che almeno, quando sono colti sul fatto sono incriminati e sbattuti in prima pagina).  Invece i centri sociali possono continuare a delinquere per anni; e nessuno dice niente (soprattutto i giornali si sinistra).  E’ come se diventassero parte del paesaggio…
I reati compiuti dai Centri a-sociali sono tantissimi. Non solo la occupazione abusiva di immobili, ma anche il disturbo alla quiete pubblica, la resistenza a pubblici ufficiali, lo imbrattamento dei muri, lo spaccio di droga.  E poi la creazione di esercizi  commerciali, bar, ristoranti, palestre, mercati, senza nessuna autorizzazione, senza i permessi delle ASL; senza norme di sicurezza, in regime di completa evasione fiscale.
Insomma i centri asociali sono un regime extraterritoriale, uno Stato nelle Stato. Ma lasciato prosperare. Alla faccia della gente normale che viene subito perseguita per ogni infrazione, e agli esercizi commerciali delle persone oneste (bar, ristoranti, discoteche), che invece sono soggetti a controlli e tasse e quando sgarrano vengono fatti chiudere, oppure multati.
 
Nella foto la lavagnetta del menu giornaliero fuori da un centro sociale in via Monterosa.  Ovviamente tutto abusivo. Nessuna licenza, nessun controllo, nessuno scontrino fiscale.

 
Ladri del centro sociale “Cs Cantiere” che spadroneggia in zona San Siro (fra l’indifferenza della amministrazione Pisapia).  Qui mentre sventrano l’ interno di un palazzo occupato in piazzale Stuparich.