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MILANO:  COME TRASFOMARE UN COMUNE IN UN REGIME

L’ ESEMPIO DELLA “CASA DEI DIRITTI”

un ente per la propaganda ideologica, a carico dei contribuenti


Nel 2013 è stata creata a Milano dall’ assessore Majorino la cosiddetta “Casa dei Diritti”.

A cosa serve?  Non bastava un “normale” assessorato ai servizi sociali?  Ne abbiamo già tanti di carrozzoni sulla nostra testa, da mantenere con i soldi delle nostre tasse! Perché un altro?

In realtà questa casa dei diritti è ancora peggio dei normali carrozzoni. Non è solo inutile, ma anche dannosa e in contrasto con i più elementari principi di democrazia.

Serve infatti per effettuare propaganda ideologica a senso unico: la propaganda della nuova ideologia arcobaleno e dei cosiddetti “nuovi diritti”.   Un sacco di opinioni molto discutibili e spesso deliranti, ma che vengono spacciate come la nuova “Verità Rivelata”, la verità "ufficiale" che deve andare bene per tutti,  e il cui indottrinamento deve essere propinato da una Struttura Istituzionale,  e accollata alle tasse dei cittadini.

Questa propaganda la devono subire (e finanziare) anche di quelli che la pensano in altro modo e vorrebbero avere il "diritto" (visto che siamo nella "Casa dei Diritti") di pensarla come credono, senza essere obbligati a sostenere le ideologie degli altri.

Ma vediamo qui si seguito i principali capitoli in cui si articola questa colossale manipozione ideolgica istituzionalizzata, che  stata imposta ai cittadini Milanesi dalle ultime amministrazioni "progressiste".


I DIRITTI DELLA CASA DEI DIRITTI:  POCHI E SBAGLIATI

La “Casa dei Diritti”, come dice il nome dovrebbe occuparsi di diritti. Ma quanti sono i diritti? Chi decide cosa è "diritto" e cosa no?  Un assessore?  Dei funzionari comunali?  In teoria, per non essere "discriminatori" dovrebbero comprendere tutti i diritti possibili, che sono pressochè infiniti.

Invece no. Come nella fattoria degli animali di Orwell, nella Casa creata dell' Assessore Majorino, ci sono diritti che sono più diritti degli altri.

L’ immagine di fianco viene dal logo blog. Come potete vedere di diritti me hanno scelti solo 6.   

E fra questi 6 ne compaiono di falsi (come il “diritto alla genitorialità”, perché nessuno ha diritto ai figli) o di assurdi, che vogliono dire tutto o niente, come il diritto alla “identità”. 

Cosa vuol dire “diritto alla “identità”? Che uno può sentirsi un cavallo e farsi registrare come tale all' anagrafe? E che vuol dire diritto al "rispetto delle proprie volontà"? Che uno che vuole andare Bahamas, deve avere il diritto di andarci?

In compenso nel loro elenco sono assenti diritti fondamentali, come il diritto alla VITA (che è la base di tutti gli altri). O il diritto alla libertà religiosa, o il diritto dei figli a conoscere chi è loro padre e madre. O il diritto dei genitori ad educare i figli in base alle loro convinzioni.

Ma ovviamente questi diritti non potevano stare nel supermarket di Majorino, che si rifà alla ideologia gender e arcobaleno.   Nel loro elenco manca anche il diritto alla libertà di opinione, che comprende il diritto a non farsi indottrinare da Enti Pubblici che usano absivamente dei soldi dei cittadini


SERVIZI "ARCOBALENO": DALLO SPORTELO LGBT AI GENITORI "SAME_SEX"

Gli addetti alla Casa dei Diritti si ribellano all' accusa di essere solo spacciatori di propaganda ideologica. Dicono che la loro struttura fornisce anche "servizi" al cittadino. Però qualcuno ha dei dubbi sulla effettiva utilità e serietà di questi servizi. Ad esempio:

Lo Sportello LGBT

E’ stato aperto uno sportello riservato alla “cittadinanza” LGBT (Lesbo Gay Trans, ecc). Gli offrono anche consulenze legali gratuite.

Ma che senso ha aprire uno sportello riservato a persone cha hanno un orientamento sessuale piuttosto che un altro?  Perché occuparsi dei problemi delle persone LGBT preferenzialmente che dei problemi di tutte le altre persone?

Dicono di voler combattere le discriminazioni?  Ma è proprio questo sportello di per se stesso una chiara discriminazione in base all' orientamento sessuale delle persone! Oltretutto fra gli obbiettivi dello sportello c’ è quello  di  indirizzare le persone LGBT alle “associazioni” LGBT presenti sul territorio.  Il che è un chiaro abuso. Perché una Amministrazione Pubblica deve indirizzare le persone verso determinate associazioni (aventi fra l' altro, precisi orientamenti politici, culturale, ideologici , e che è del tutto discutibile facciano gli interessi delle stesse persone LGBT)?


Lo Sportello “tutta la genitorialità possibile” (e impossibile) , pure ai genitori dello stesso sesso!

Altro sportello “sui generis” aperto nella Casa di Diritti è quello “tutta la genitorialità possibile”. 

Innanzitutto non si capisce perché un Comune dovrebbe occuparsi di “genitorialità” e di cose come la fecondazione omologa ed eterologa, di cui si occupano semmai, i medici e gli ospedali.

In secondo luogo loro includono la genitorialità "same-sex".  Ma a noi risulta che per generare occorrono sempre due gameti diversi, cioè due persone di sesso diverso.

Majorino può certo pensarla come vuole, anche che gli asini volano. Ma non può certo far spacciare le sue pensate da un Ente Pubblico, pagato coi soldi dei contribuenti. Non sappiamo che mestiere faccia, ma gli consigliamo di aprire uno studio privato, pagato coi soldi suoi, per dare consulenze sulla genitorialità come intende lui (leggi permettendo).


Lo Sportello per il testamento biologico e l’ esaltazione delle tesi radicali sul fine vita

Nella casa dei diritti hanno messo poi il registro delle dichiarazioni anticipate di fine vita, alias “testamento biologico”.   Si tratta di un servizio inutile e di dubbia legittimità; una cosa di bandiera e propaganda.  Non esiste alcun fondamento né costituzionale, né normativo che giustifichi l’adozione di un provvedimento di questo tipo da parte dei Comuni.  E’ noto, infatti, che la Pubblica Amministrazione può esercitare i propri poteri solo fondandosi sul principio di legalità. E non esiste nessuna legge che consenta  una autodeterminazione terapeutica vincolante nei confronti del medico, e tantomeno il “suicidio assistito”.  Ma anche se non fosse così,  e anche se verrà adottata dal Parlamento una legge organica in materia, non sarà possibile una regolamentazione differenziata e trattamenti diversi a seconda della localizzazione della residenza. I registri comunali dei biotestamenti dunque  non potranno mai assumere valore costitutivo.


In molti si sono chiesti come mai,  fra  tutti i diritti alla vita che servirebbero, loro sono andati a pescare il diritto alla morte  La risposta è molto semplice. Questa storia del testamento biologico è uno dei cavalli di battaglia della propaganda radicale e della ideologia dei "nuovi" diritti, ed è collegata alle proposte di legge sulla eutanasia. 

Addirittura sui loro siti internet troviamo l’ esaltazione di Beppino Englaro, il padre di Eluana, la ragazza che lui, con la complicità di alcuni giudici, ha mandato in una clinica di Udine perchè gli fosse tolta l’ alimentazione e l’ idratazione, cioè per farla morire di fame  di sete.   

E questo sarebbe uno degli eroi della "Casa dei Diritti" di Majorino!

Facciamo notare ai lettori anche le "fonti" a cui si sono ispirati (e che loro stessi elencano in fondo all' articolo): Marco Cappato, il Fatto Quotidiano e la Repubblica: un campionario di fonti veramente "imparziali"!

Ricordiamo fra l' altro che Marco Cappato è colui che promuove viaggi di malati terminali il Svizzera per sottoporli a "suicidio assistito". Cioè uno che promuove illegalità e reati. Infatti in Italia chi istiga o aiuta al suicidio viola l' art. 580 del codice penale ed è passibile fino a 12 anni di carcere.


SITI INTERNET E SOCIAL, PER UNA PROPAGANDA A SENSO UNICO ALLE IDEE ARCOBALENO E RADICALI (ma è una amministrazione o un partito politico?)

A corollario della Casa dei Diritti hanno creato il solito armamentario di strumenti Internet. Oltre al sito ufficiale della casa, ce n’ è un altro, che si chiama “Gli amici della casa dei diritti”, e che è sempre gestito da loro. Se la suonano e se la cantano fra di loro.

In questi siti alcune persone si sbizzarriscono, a nome dei cittadini milanesi, a propalare tutte le loro idee, commenti e giudizi, su  problemi etici, politici, istituzionali, anche su tematiche molto delicate e che possonoe essere affrontate in modi molto differenti.  Sarebbe la funzione di un blog privato, appartenente ad una associazione o un partito politico, quello di prendere posizione in modo autonomo su tutto quello che vogliono, assumendosi le loro responsabilità (e usando i loro soldi).

Peccato che qui invece siamo su siti istituzionali, che rappresentano di fatto tutta la collettività milanese.  A che titolo quindi qualche gerarca comunale si ritiene in diritto di esprimere le sue idee a nome di tutti?  Cosa sono? emissari diretti di Dio? Ma non eravamo in uno stato laico?  

A titolo di esempio ricordiamo i loro giudizi sulle tematiche del Fine Vita, dove esaltano (ne abbiamo già parlato prima) la figura "eutanasica" di Beppino Englaro e prendono posizione per le tesi radicali. E ignorano qualsiasi altra visione.
Ma potremmo anche citare i post che sostengono la pratica abominevole dell' uso degli embrioni umani per la ricerca scientifica (cosa anche vietata dalla legge), o quelli che esaltano l’ aborto prendensosela con li obiettori di coscienza, a cui vengono lanciate accuse gratuite e diffamatorie. Senza parlare dei loro commenti “personali” sul DDL Cirinnà, sul Fertility Day, la Stepchild Adopion….  Ma chi li vuole i loro commenti e consigli queste persone? Perché devono essere imposti a tutti da una posizione dominante?  Non possono aprire un loro sito Internet e pagarlo coi soldi loro?

La Casa dei Diritti ha pure una pagina facebook, sulla quale alcune persone postano commenti e condivisioni secondo la loro "capocchia". E sempre a senso unico.

Al tempo del "family day" condividevano  i link alle manifestazioni dell' Arci Gay. Ma non quelli delle manifestazioni del Comitato Difendiamo i Nostri figli o delle Sentinelle in Piedi.

Sì perchè loro sono democratici...


CONVEGNI E DIBATTITI  A SENSO UNICO (SOPRATTUTTO PER L' IDEOLOGIA GENDER)

La Casa dei Diritti serve anche per organizzare convegni, dibattiti e incontri pubblici. Ma tutti rigorosamente selezionati in base all’ orientamento ideologico della casa.   Le tematiche non allineate sono escluse (qualcuno aveva cercato spazio per parlare dell' aborto da una prospettiva pro-life, ma non gli hanno nemmeno risposto),  e i convegni sono a senso unico, senza pluralismo.  Insomma, un vero e proprio sistema da “partito unico”, da far invidia alla Corea del Nord.  

Grande spazio viene dato alle tematiche “gender” e alla cosiddetta “discriminazione LGBT”, il che ci fa capire che il vero “diritto” che interessava loro, e per il quale hanno creato questa Casa, alla fine era solo questo.

Nelle foto riportate potete vedere solo una minima parte delle decine di conferenze  che sono state effettuate  su questo argomento nella struttura di via De Amicis.