La notizia di questo "esproprio proletario" l' avevamo vista anche sul sito della fornace, dove ovviamente i ladri anarchici , da sempre alleati dei cobas dell' Alfa, facevano apologia della cosa.

Ma leggiamo anche da Repubblica.it,

“Una cinquantina di operai licenziati da Innova Service, l’azienda che gestisce le portinerie sull’area dell’ex Alfa Romeo di Arese, hanno organizzato un presidio all’interno di un supermercato Iper in piazzale Accursio a Milano. Sono entrati e hanno riempito i carrelli della spesa con generi alimentari, mentre alcuni colleghi si sono radunati fuori dai cancelli con bandiere e striscioni. “Chiediamo di uscire dal supermercato con i carrelli pieni – ha spiegato Corrado Delle Donne, coordinatore dello Slai-Cobas – perché i lavoratori hanno bisogno di mangiare. E’ un gesto dimostrativo per chiedere che i dipendenti che hanno perso il posto vengano ricollocati sull’area”. Il gruppo Iper è proprietario di una parte dei terreni sul quale sorgono i vecchi stabilimenti dell’Alfa Romeo e dove sarebbe in programma la costruzione di un centro commerciale. I 60 lavoratori di Innova Service, tutti ex operai Fiat ricollocati nell’azienda di servizi, sono stati licenziati lo scorso 11 febbraio e da allora sono in presidio davanti alla fabbrica


Fortunatamente sull rete c' è ancora qualcuno che ragiona.

Ecco un commento del sindacato europeo lavoratori:

www.sindacatoeuropeolavoratori.it

I lavoratori di Arese, hanno chiaramente la nostra solidarietà dal punto di vista umano, ma certe forzature appoggiate dal mondo sindacale non sono nè condivisibili nè producono effetti positivi.

Cavalcare la rabbia dei lavoratori ed appoggiarli con le bandiere del sindacato (SLAI COBAS) per fare atti illegali non è certamente condivisibile anche perchè: l’Esproprio proletario (anche detto spesa proletaria) è una espressione che indica la sottrazione di merci agli esercizi commerciali per motivi politici. Giuridicamente, l’esproprio proletario è un reato comune, configurabile, a seconda le modalità di esecuzione, come furtotaccheggiorapina o saccheggio. L’espressione, poi divenuta d’uso comune, è stata coniata da taluni gruppi della sinistra extraparlamentare italiana negli anni settanta.[1] (wikipedia).

E non bisogna fare assolutamente far passare il messaggio che la violenza e/o il furto sono tollerabili a certe condizioni, non lo sono mai.

I problemi sono gravi e pesantissimi sulle famiglie dei lavoratori e sui lavoratori stessi che al di là delle chiacchere della politica superficiale e arraffona non hanno risposte.

Mentre parte della popolazione è vicina alla soglia della povertà abbiamo visto esempi di cattiva gestione politica e clientelare in tutti i settori, dall’Enav ai disastri della Liguria, è un susseguirsi di sprechi, furti e incuranza del territorio, dei diritti dei lavoratori, di speculazioni delle banche usuraie, di uso del potere disinvolto.

Come se ne esce? Con la partecipazione ed il rinnovamento della classe dirigente della classe politica e imprenditoriale ad essa legata.

I problemi si risolvono alle elezioni votando persone oneste che ci sono in tutti i partiti magari relegate in un angolo, oppure creando nuove realtà in politica e nel sindacato.  Se attendiamo che arrivino altri a risolvere i nostri problemi, finiremo dalla padella nella brace, noi dobbiamo essere i padroni del nostro destino, non le banche che hanno provocato la crisi con la finanza deviata e che ora vorrebbero offrirci le loro ricette semplici: tagli a pensioni e nuove tassi.

Il Paese ha bisogno d’altro, ma non possiamo rispondere alla fame con la violenza e il terrorismo.

Sangue chiama sangue.

Giuseppe Criseo

Segretario Generale-Europa

www.sindacatoeuropeolavoratori.it

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