associazione culturale katyn


EMERGENZA ABITATIVA: IL RACKET DEI CENTRI SOCIALI DI MILANO

Immaginiamo un sistema dove uno può occupare una casa altrui,  autogiustificarsi in base ai suoi "bisogni",  starci dentro in eterno senza pagare nulla. Una società dove vengono aboliti sfratti e sgomberi, e dove gli ufficiali giudiziari  e la polizia venga esautorata.
Sarebbe una società giusta?  O non sarebbe invece la società più ingiusta e squallida immaginabile, in mano all' arbitrio e all' abuso dei prepotenti?.   Sarebbe il regno dei menefreghisti e sfruttatori  che evitano di lavorare, di fare mutui o pagare affitti, tanto si possono prendere la prima casa che trovano vuota.   Questo mentre le persone oneste lavorano e sudano tutta una vita. Sarebbe la società della mafia e del racket.  Di quelli che occupano le case a decine per poi darle a chi vogliono loro, in base a motivazioni politiche, clietelari o non si sa bene per quali interessi.

E questa è precisamente la società che vogliono i Centri Sociali. 
Basta leggere i loro proclami e comunicati  (come questo tratto dal sito del cs-cantiere). dove rivendicano la libertà di occupare, nessuno sgombero, nessuna possibilità di sfratto, impedimento dekll' esercizio delle loro funzioni agli ufficiali giudiziari, ecc. ecc.. I proprietari ostaggio del racket di  coloro che si autoproclamano "rappresentanti del popolo" (ovviamente senza essere stati eletti da nessuno).

Questa "società" voluta dagli antagonisti, è in realtà una non-società, del tutto affine ai territori dominati da mafia e camorra.
Come minimo sarebbe una società clientelare, dove viene istituzionalizzato il metodo dei politici che usano del patrimonio pubblico per favorire i loro amici.  Infatti gli unici che potranno avere casa saranno gli amici dei Kompagni dei vari centri sociali e dei "comitati" che si ispirano alla loro idelogia politica anarco-comunista.

Sarebbe una non-società destinata a non risolvere nemmeno i "bisogni abitativi" che questi balordi schiamazzano di voler sanare.
Infatti a fronte di una momentanea panacea,  di cui potrebbe trarre beneficio qualcuno, legato alla delinquenza organizzata rossa, ci sarebbe la distruzione del mercato immobiliare, di ogni investimento, di ogni attività edilizia, e quindi della possibilità di risolvere qualsiasi problema abitativo.

E' la triste lezione (mai imparata dai Kompagni) che viene da ogni regime comunista, dove, in nome dell' egualitarsimo, si ottiene l' opposto; e cioè fame e miseria per tutti. Bsti penare a quanto successo in Polona, dove subito dopo la fine del Comunismo nelle case di Varsavia si trovavano decine di famiglie stipate nello stesso appartamento, in una situazione da veri e propri "topi".
Ed è quanto succederà a Milano, dove  nessuno investirà più in abitazioni sapendo che tanto verranno rubate dal racket dei centri sociali.

"La casa è un diritto, non un business", gridano i centri sociali. Ma se il business è abolito, non c' è più diritto per nessuno.  Solo un futuro di miseria, assitenzialismo e parassitismo.

Siamo di fronte a gente disumana che sta affossando qualsiasi diritto degli esseri umani.  Il regime utopistico e antiumano della dittatura comunista dove gni business è considerato delitto.  Tranne ovviamente il business degli Stati e dei loro burocrati.


La mafia del Cantiere intenta a sventrare muri nelle palazzine okkupate in piazzale Stuparich.
Ovviamente senza nessuna licenza edilizia!!!

IL FURTO DEL PATRIMONIO PUBBLICO E DEI SOLDI DEGLI ITALIANI
Il sistema che la mafia rossa sta cercando di imporre è anche un sistema di latrocinio del patrimonio pubblico (pagato dagli italiani).  E' un sistema dove gli italiani vengono derubati.

Tu paghi le tasse per creare un patrimonio pubblico. E poi chi gestisce la roba tua?  Un branco  di ladroni non eletti da nessuno.
Dicono che l' Aler è un deficit.  Ma poi vogliono anche impedire a questo ente di risanare i bilanci vendendo una parte delle case.
Chi pagherà tutto?  I cittadini Italiani. Come sempre cornuti e bastonati ,  i loro soldi al servizio di anarchici o kompagni Tiranni  che afferamano di essere loro i "proprietari" della  roba di tutti.
Tutti i tiranni e i mafiosi sono uguali.
Tante belle parole demagogiche per nascondere il furto pubblico.
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