associazione culturale katyn


LA NEMICA DEL POPOLO


 I dittatori del regime LGBT, oltre ad imporre ai cittadini le loro ideologie demenziali tramite le istituzioni,  vogliono mandare in galera chi non la pensa come loro



20 marzo 2017

Contro la dott.ssa Silvana De Mari è sceso in campo in pompa magna perfino il Consiglio Comunale di Torino.

Hanno approvato una mozione che afferma che la signora deve essere denunciata dall' avvocatura cittadina perché “istiga all’ odio”.

Dunque, per i consiglieri di Torino (*) (quasi tutti pentastellati) non incitano all’ odio i centri sociali che occupano abusivamente, o i no tav che sabotano i cantieri, o i predicatori islamici che reclutano combattenti per l' ISIS,  o certe associazioni a delinquere (alcune con sede proprio a Torino) che portano la gente in Svizzera per il suicidio assistito commettendo deliberatamente reato (art. 580 C.P.).

No, il nemico del popolo e pericolo pubblico numero uno, la cui bocca deve essere tappata senza se e senza ma è una signora scrittrice di libri per bambini che ha avuto l’ ardire (udite udite) di affermare che i rapporti anali fanno schifo e anche male alla salute.

Allora, apriti  cielo, tutto può essere tollerato. Ma questa cosa no!

Se avesse detto che prenderlo nel culo va benissimo e lo dobbiamo insegnare pure nelle scuole, l’ avrebbero insignita della legione d’ onore e diventerebbe consulente della Appendino.

Come è successo per il presidente dell' arci-gay che è stato nominato ad honorem assessore alle "politche giovanili".

Ma la sventurata ha detto il contrario. 

Ecco quindi le associazioni LGBT che si mobilitano indignate; la magistratura che apre fascicoli; i consigli comunali che la querelano; i giornali che sbattono il “mostro” in prima pagina.

A questo punto cosa dobbiamo pensare?  Le alternative sono due.  O la De Mari è un vero pericolo pubblico, tale da indurre le persone per bene e “democratiche” a intervenire per la salvezza e la moralità della città (e del popolo italiano tutto),  oppure che sulla città di Torino si è costituito un tale regime del delirio e della follia, che deve far apparire “folle” chi lo contesta.

Scartata la prima ipotesi per ovvi motivi (figuratevi che male può fare una signora che non ha mai assaltato neanche un cantiere tav,  ma si limita a scrivere dei post su un blog).   Rimane la seconda.  

E cioè quella di un regime di fanatici arroganti (e, loro sì, istigatori all' odio),  asserviti alla intimidazione LGBT.

Basti dire che l’ azione è partita dal cosiddetto “Coordinamento Torino Pride”.

Risultati immagini per torino pride

Cos’ è sta roba?  E’ una associazione di associazioni che si occupano di raggruppare le persone in base al loro "orientamento sessuale". 

Si può immaginare una cosa più demenziale di  questa?  

Non perché abbiamo qualcosa contro gay o lesbiche, o feticisti o coprofili o sadomasochisti, o qualsiasi altra delle infinite perversioni sessuali che possono albergare nella fauna umana,  ma perché è assurdo che si cerchi di raccogliere la gente in base alle tendenze erotiche, per poi mandarl in giro a sbandierarle come un pubblico trofeo.

Allora perché non facciamo i grasso-pride per raccogliere  la gente sovrappeso. O i biondo-pride per quelli con un certo colore dei capelli?  O il "mezza sega pride" per chi si mastrurba,  O gli etero-pride per quelli che non sono LGBT?

Ma il nostro sistema politico (anche quello “rinnovato” in candeggina, come quello dei grillini) è arrivato ad un tale livello di scemenza collettiva, che queste pagliacciate vengono pure istituzionalizzate.

Quindi questo “coordinamento torino pride” alla fine è qualcosa che opera in simbiosi con l’ amministrazione comunale della città e i cui dictat si replicano direttamente nei consigli comunali.  

E che alla fine tutti i cittadini devono pure agare. Cornuti e bastonati.

Senza parlare della spudorata colonizzazione della scuola da parte delle associazioni LGBT e della loro ideologia.  Chi non ci crede può dare un’ occhiata alle schede didattiche che si possono trovare sul sito internet istituzionale del Comune.

Ovvio quindi  che questi pagliacci di sentano “offesi” da una signora che mette in discussione il loro “mondo” sciagurato.

Se fossimo stati ai tempi della inquisizione, l’ avrebbero messa al rogo.


Angelo Mandelli


Make a Free Website with Yola.