Dare fuoco ai CAV (Centri Aiuto alla Vita) con gli obiettori dentro”, questo uno degli slogan agghiaccianti urlati dal gruppo di femministe e centri sociali che anche oggi hanno disturbato la preghiera per la vita organizzata da alcuni gruppi pro-life davanti alla Clinica Mangiagalli.

Va detto subito che la manifestazione pro-life era regolarmente autorizzata dalla Questura e sarebbe stata senza disturbo per nessuno (ci si limitava a pregare a bassa voce).   Mentre la “contromanifestazione”  femmi-nazista era abusiva e  altamente disturbante, sia per gli schiamazzi delle femministe (e che hanno danneggiato anche i degenti della Clinica, tanto che ad un certo punto una signora si è messa ad urlare contro le femministe perchè il figlio non riusciva a dormire grazie agli schiamazzi), sia perché cercava di impedire l’ esercizio di un diritto costituzionale (Una libera manifestazione organizzata da alcune persone e debitamente autorizzata).

La seconda cosa da dire è che quello che caratterizzava la gazzarra femminista non era il voler affermare certe idee o contestarne altre.  Ma era il voler negare il diritto di parola (e di esistenza) di chi non la pensa come loro.  In altri termini, la manifestazione femminista era un puro esercizio di intolleranza e totalitarismo fascista.

Uno degli slogan più strillati dalle femministe era “non si prega per strada, andate a pregare nelle chiese!”.

Al che qualcuno dei pro-life ha replicato “ma noi preghiamo dove cavolo ci pare. Cosa te ne frega a te? Devi essere proprio fascista per volercelo impedire!”.

Certo è veramente da ridere.   Questi gruppi che rivendicano il sacro “diritto” a manifestare sempre e comunque, che sembrano ergersi a paladini della libertà assoluta e urlano contro la “repressione” ogni volta che si cerca di mettere dei limiti alle loro pretese,  alla fine gettano al maschera, e si dimostrano per quello che sono: cioè i peggiori  intolleranti fascisti bacchettoni e dittatori. Maestrine dell’ asilo che ti dicono quello che devi e  non devi fare, quello che devi e non devi dire, dove puoi farlo e dove no….

Altro che “repressione della Chiesa nei secoli”  (altro slogan urlato continuamente dalle fanatiche).   La “repressione ecclesiastica” è nulla in confronto alla repressione delle femministe.

Comunque questa non è una novità per chi ha capito come stanno andando le cose nel nostro mondo occidentale ex-democratico.  Questi gruppi antagonisti  (e talvolta anche altri) stanno facendo un salto di qualità. Non gli interessa più rivendicare  la loro libertà di manifestare.  Gli interessa impedire la libertà degli altri.

Nel loro schema mentale bacato,  è invalso il seguente principio :” tu professi delle idee sbagliate (secondo noi), quindi non lo puoi fare, e te lo dobbiamo impedire”.   Che è una regressione al medioevo, o peggio, alle epoche pre-cristiane.

E’ un rinnegamento totale dei principi basilari della democrazia in cui eravamo abituati a vivere.  Fini a poco tempo fa era scontato che chiunque avesse le sue idee le potesse , magari non mettere in pratica,  ma comunque manifestare liberamente .  Invece adesso questi gruppi di tiranni legati all’ estrema sinistra, ti vogliono impedire pure di parlare e di esistere.   E se cerchi di farlo, intervengono con la violenza.

E sarà sempre peggio. Adesso ti intimano di “pregare nelle chiese”.  Domani daranno fuoco alle Chiese stesse, come vorrebbero fare con i Centri Aiuto alla Vita.

Un’ ultima considerazione.  E’ veramente triste constatare che in Italia ormai non esiste più la libertà di manifestare liberamente e serenamente le proprie idee.

Tutte  le volte che qualcuno che professa idee politicamente “scorrette”  intende farlo, si trova di fronte alle intimidazioni, alle minacce e agli insulti.

Il gruppo di persone  che oggi (e anche il primo sabato di marzo) hanno passato il tempo a disturbare la manifestazione degli altri, insultare, gridare, disturbare i pazienti dell’ ospedale…. QUALCUNO GLIELO AVREBBE DOVUTO IMPEDIRE  SE FOSSIMO IN UNO STATO CIVILE (o anche solo decente). Le avrebbero dovute caricare su una camionetta e portarle in galera.

Questo avrebbe voluto dire impedire la libertà di espressione degli altri?  Nente affatto.  Le femministe potevano fare la loro manifestazione alla Mangiagalli il giorno dopo, o il giorno prima. O il prossimo sabato… O quando cavolo volevano, tranne una mezza dozzina di giorni l’ anno (quelli in cui i pro-life fanno la loro manifestazione). Ma non possono “contro manifestare”  abusivamente nello stesso momento e nello stesso luogo degli altri.

Questa non è democrazia. E’ l’ esatto contrario. E SAREBBE ORA DI FINIRLA!


COMUNICATO A.C.K. del 4 maggio 2013

Clemente Fioravanti

 

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