associazione culturale katyn


I Centri per la Vita si chiudono col fuoco con gli obiettori dentro, se no è troppo poco!

Questo lo slogan gridato a gran voce dai molestatori seriali (dei centri sociali) che ieri pomeriggio 25 ottobre 2014 (come già altre volte) si sono ritrovati a MIlano abusivamente per cercare di disturbare e sabotare la manifestazione (debitamente autorizzata) dei gruppi pro-life contro l' aborto e la legge 194. 

Non sono riusciti ad impedire il corteo, ma hanno cercato di farlo, e sempre cercano di intimidire e disturbare chi non la pensa come loro.  Comunque si beccheranno una bella denuncia per apologia di reato e istigazione a delinquere e probabilmente questa sarà la volta buona per la magistratura per intervenire, visto che questi figuri sono mesi che urlano questo slogan (assieme ad altri meno sanguinari, ma più volgari e blasfemi) in varie occasioni,  e si portano dietro pure cartelli, come quello fotografato qui sotto, con le fiamme e le croci rovesciate per essere proprio espliciti.


Del resto i link pubblicati già settimane prima dell' evento  sui siti di questi disgraziati parlavano chiaro : "Nessuna agibilità a chi vuole controllare i nostri corpi!" si leggevaIl linguaggio fa parte del gergo ipocrita coniato dalla propaganda dei movimenti sessantottini e degli anni di piombo.  Non potendo dire "libertà", dicono "agibilità".  Un po' come quando si parla di "autogestione" per riferirsi alle occupazioni abusive e ai furti che compiono..

Ormai da tempo la città di MIlano è oppressa da questa associazione a delinquere che, oltre a vivere nella illegalità e nelle occupazioni abusive (loro infatti hanno diritto a fare quello che vogliono pure cose illegali), si arrogano il diritto di porre il veto sulle iniziative altrui e di intervenire "militarmente" per tappare la bocca a chi è sgradito e non si allinea al pensiero unico della dittatura rossa e anarchica.

Un vero e proprio Stato nello Stato, con una polizia segreta e un esercito che si sovrappongono alle istituzioni ufficiali, e che sono molto più dispotici, violenti e arroganti degli "sbirri" dello "stato borghese".

Non ci avevano raccontato che l' "anarchia" combatte l' Autorità e gli Stati?  Tutto falso!   Invece ne crea di molto peggiori e dispotici. Provare per credere.

In particolare questi gruppi antagonisti fanno riferimento alla cosiddetta “consultoria autogestita”, gruppo di femministe (o meglio "femmi-naziste") che stanno illegalmente nel centro sociale okkupato di via dai Transiti col beneplacito della maggioranza arancione.

Del resto l' attività di prevaricazione di questi dittatori nazisti-rossi che opprimo la città meneghina, perdura da anni.

Delle loro intolleranze e aggressioni fanno le spese regolarmente non solo i  gruppi pro-life  (vedi anche qui), ma anche altri, come le Sentinelle in Piedi, pesantemente disturbate e sottoposte ad insulti  in occasione del loro presidio il 5 ottobre scorso.

Altri documenti e video si possono trovare sul sito www.no194.org. E potete dare un' occhiata anche a questo video pubblicato su you tube:

https://www.youtube.com/watch?v=poDyymEnV2s

Sempre uguali  anche gli slogan scanditi da questi delinquenti arroganti, ripetuti in tutte le occasioni, e che ormai le vittime di turno hanno imparato a memoria.

Ecco i principali:  "Ma quale Stato, ma quale Dio, del mio corpo decido io", "2000 anni di stupri e di oppressione, ecco cos' è la vostra religione", "Maria lo aveva già capito, col dito, col dito orgasmo garantito...",  e altre trivialità del genere, oltre al celebre "I CAV si chiudono col fuoco, con gli obiettori dentro, se non è troppo poco", con la variante "I CAV si chiudono col fuoco, coni preganti dentro, se non è troppo poco" (recitata quest' ultima di fronte ai gruppi che pregano per la vita).  Al di là delle "rime baciate" questi slogan non hanno nessun contenuto razionale e di intelligenza, e testimoniano del livello di pura violenza, arrogaza e sitigazione all' odio di questi gruppi femmi-nazisti.

Che non dovrebbero essere a piede libero perchè REITERANO CONTINUAMENTE I LORO REATI.

Le Forze dell’ Ordine c’ erano anche ieri pomeriggio ovviamente.  E hanno protetto i manifestanti pro-life da quella che sartebbe stata una vera e propria aggressione fisica ("via, via, fascisti e polizia", strillavano rabbiosi i contro-manifestanti, che non si rendevano conto di essere loro i veri "fascisti"). 

Però questo non è sufficiente per poter dire che i diritti dei manifestanti sono stati rispettati. 

Infatti sia ieri che in altre circostanze, i “contestatori” vengono lasciati radunarsi a pochi metri da chi ha invece la regolare autorizzazione della Questura, e disturbarli sistematicamente.  Loro sono abusivi, prevaricatori e distrurbatori.  Ma  possono  inveire e disturbare a loro piacimento contro degli onesti cittadini che stanno esercitando i loro diritti. E questo per ore. 

Ci chiediamo:  basta impedire il "contatto fisico" per dire che i ditti delle persone a manifestare ed esprimere il proprio parere sono rispettati? A noi sembra di no.

LIBERI DI MANIFESTARE? SI, CON CANI RABBIOSI CHE TI ABBAIANO CONTRO (ovvero la libertà finta e la vera dittatura).

In Italia vige il diritto costituzionale a manifestare liberamente.  Cosa sancita e garantita anche da fior di dichiarazioni universali dei diritti dell' uomo e trattati internazionali. Citiamo ad esempio il par. 19, art. 1 del Patto internazionale sui diritti civili e politici siglato a New York 16 dicembre 1966 ed entrato in vigore il 23 marzo 1976 e che recita testualmente "Ogni individuo ha diritto a non essere molestato per le proprie opinioni.".   

"Manifestare liberamente” IMPLICA  che lo si possa fare  tranquillamente e serenamente, senza essere intimiditi da gruppi che ti urlano nelle orecchie, ti provocano, ti insultano, bestemmiano e scandiscono slogan come quello riportato nel titolo.

Del resto sappiamo bene che non si può parlare di “diritto” per  una donna, se viene perseguitata dalla telefonate del suo ex-amante (si parla di Stalking, che è un reato).  Non si può parlare di “diritto” per un lavoratore che viene perseguitato dal suo datore di lavoro o dalla sua struttura aziendale (si parla di mobbing, che è o dovrebbe essere un reato). 

Possiamo quindi parlare di “diritto” alla manifestazione, se si viene intimiditi e aggrediti fisicamente o verbalmente da gruppi di scalmanati?

Ma sembra che in Italia, e soprattutto a Milano, ci siano cittadini di serie B, che possono essere trattati come pezze da piedi e privati dei  loro diritti. Cosa che per altri (i cittadini di seria A, che fanno parte dello schieramento "politicamente corretto") non vale. Due pesi e due misure.

Per giustificare questo atteggiamento di discriminazione e "tolleranza verso gli intolleranti",  si accampano discorsi di "ordine pubblici". Si dice che non si può intervenire ad allontanare ed arresare i molesatori abusivi, perchè in tal modo si creerebbero ... problemi di ordine pubblico.

Ma così si fa  finta di non vedere che l’ ordine pubblico è già violato !!!  Non c’ è violazione dell’ ordine pubblico solo quando ci sono scenari di violenze fisiche, ma anche quando a qualcuno viene impedito di esercitare i suoi diritti costituzionali.

Se no, il califfato islamico sarebbe il paradiso terrestre. E così pure i luoghi controllati dalla mafia. Paradisi di tranquillità e rispetto dei "disordine costituito".

Con questi atteggiamenti si instaura un principio nefasto:  "se tu sei violento ti concedo di violare la legge...  se sei pacifico consento la la legge sia violata nei tuoi confronti".  Insomma la legge del più forte comunque.

Di fronte a queste cose oscene, che non riguardino i pro-life o le Sentinelle in piedi o quelle sedute, ma CHIUNQUE voglia vivere in una società libera,  ci dovrebbe essere la levata di scudi da parte di tutte le forze politiche e istituzionali di Milano.

Ma a noi sembra che quasi tutti stiano accuraamente zitti.

Make a Free Website with Yola.