associazione culturale katyn



la immorale e demenziale cessione dei muri di Milano ai crfiminali writers

PERCHE' I 100 MURI "LIBERI" PER IL GRAFFITISMO SONO UNA FOLLIA

LIBERTA'  PER I WRITERS E DITTATURA PER I CITTADINI

Siamo alla follia pura.  Invece di combattere gli imbrattatamenti di muri, il Comune di Milano dichiara che una parte della città sarà di "imbrattamento libero".
Uno pensa che le amministrazioni comunali lavorino per il cittadino e per la giustizia. Poi  scopre che invece fanno il contrario,  cioè lavorano alacremente contro il cittadino e i suoi diritti. Lavorano contro il buon senso e il senso civico. Da alleate del popolo diventano suoi sfruttatori.

Qui però vorremmo superare il puro sdegno, ed elencare punto per tutto le ragioni per cui la delibera dei "muri ai writers è una assurdità. Della serie: sguainiamo le spade per dimostrare che 2+2 fa quattro e le foglie sono verdi d' estate. Purtorppo a questo punto siamo arrivati-

1) La prima considerazione è che non ha senso affermare "siccome non riusciamo a fermare un malcostume, allora diamo degli spazi perchè si faccia legalmente. A questo punto perchè non cocedere spazi agli spacciatori di droga, banche ai rapinatori, borse ai borseggiatori, auto ai ladri di auto, terreni per gli smaltitori abusivi di rifiuti... Sto citando solo alcuni esempi di reati che da sempre lo Stato non riesce a fermare.

2) La seconda è che, come minimo chi ha partorito la delibera dei 100 muri è caduto in palese contraddizione. Loro dicono "lasciamo imbrattare una parte dei muri, perchè vogliamo difendere il resto dei muri della città dagli imbrattamenti".  Ma se acconsenti e benedici un comportamento, come puoi dichiarare nel contempo di volerlo combattere?  Se l' imbrattamento dei muri lo consenti e lo benedici in una parte della città, come puoi criminalizzarlo altrove? Come minimo ti rideranno in faccia e pretenderanno di fare quello che vogliono dovunque.

3) Se i writers saranno più liberi, grazie a questa delibera, i cittadini saranno invece più schiavi. Infatti saranno obbligati e costretti a sorbirsi le "opere d' arte" dei writers volenti o nolenti.

4) E' falso affermare che i muri concessi ai writers contribuiranno a soddisfare il "bisogno di espressione" della gente.   Chi ha detto che il bisogno di espressione artistica o poetica si soddisfa solo disegnando in grande sui mmuri?  Più che "bisogno di espressione" questo srembra solo "bisogno di esibizionismo e di invadenza".   Forse che una persona che scrive o disegna su un foglio di carta non soddisfa il suo bisogno di espressione? FOrse che tutti per potersi esprimere dovremmo avere fra le mani un cavalcavia o un sottopasso, oltre che decine di bombolette? Allora Van Gogh, Picasso, Giorro Leopardi sarebbero dei frustrati che non potevano esprimersi, mentre gli unici "liberati" nello loro potenzialità espressive sono i vari Bros, Pao e Ozmo? Forse che uno non è poeta se non fa come Ivan Tresoldi che scrive i supoi versi sulle saracinesche o appiccica fogli di 2 metri quadrati sui muri dei palazzi?

5) Ammesso che questi 100 muri siano stati dati per risolvere i biosogno espressivi del popolo, allora come minimo sono un po' pochini.  Infatti Milano conta oltre 1 milione di persone. E 8 miliono la Lombardia. Senza contare poi ii writers stranieri che ambiscono lasciare il segno nel capoluogo meneghino.  Quindi aspettiamoci almeno mezzo milione di muri da dare in pasto agli artisti repressi.

7) C' è un' altra contraddizione oltre a quella che abbiamo segnalato al punto 2. Pare infatti che questa giunta di dementi , fedele al principio "essere coerenti fino in fondo al propri delirio" abbia pensato ad un successivo sviluppo della operazione "100 muri".  In pratica ci sarà a settembre una votazione, dove i cittadini potranno chiedere che alcuni dei graffiti  realizzati debbano diventare stabili e non cancellabili (cosa che finira non è, in quanto in base alla delibera, finora sui muri liberi ognuno può sovrascrivere i disegni altrui).  In questo modo verrà violato uno dei principi base che erano all' origine della delibera, e cioè fornire spazi "Liberi" dove ognono può fare quello ceh vuole senza controllo.  Una dimostrazione in più che il libertinaggio si trasforma prima o poi in dittatura.

8) Ha senso dare spazio e legalità a dei fenomeni  "buoni" , ma non certo a delle forme di prevaricazione e prepotenza.  Non si può certo definire "buono" l' atteggiamento di chi pretende di lasciare il segno su un muro qualsiasi senza nemmeno chiedere il permesso. E questo indipendentermente dalla "qualità" del graffito realizzato. La delibera dei cento muri è percià una evidente istigazione a comportamenti aberranti.

9) Questa disposizione demenziale ha il torto di cozzare non solo contro il senso di giustizia e di onestà della gente, ma anche contro il rispetto dell’ ambiente e del paesaggio.  Infatti, checchè ne dicano i fautori della “street art”, i muri, i cavalcavia e i sottopassaggi non sono “tavolozze” per soddisfare l’ esibizionismo egoistico di qualcuno, ma elementi con una loro dignità, e che compongono un paesaggio più generale e complessivo.  Prova ne sia che nessuno a casa sua tollererebbe che venissero ad imbrattargli i muri o la carrozzeria dell’ auto,  anche per  fargli disegni “artistici”.   Solo la demagogia comunale può accettare e addirittura “istituzionalizzare” una aberrazione del genere sui muri  pubblici. Tanto sono muri pubblici, quindi chissenefrega. 

10) COMMENTO FINALE Roba da non credere. Ma la realtà è peggiore delle fantasie, e una volta collocati sul piano inclinato della “cultura progressista” non si può che rotolare nel più profondo del pozzo.
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