associazione culturale katyn


MILANO: l’ amministrazione della immoralità costituita

la deriva della cultura "progressita" che risolve il problema della illegalità e dell' abusivismo rendendo tutto lecito

Non si riesce a combattere illegalità e dell’ abusivismo? La soluzione è semplice:  rendere tutto “legale” , e il problema è risolto.
E’ il classico “uovo di colombo”. Come avevamo fatto a non pensarci prima?
Ha un solo difetto.  Grida vendetta al senso di moralità e di giustizia insito nel cuore dell’ uomo. E per questo alla lunga non funzionerà e si ritorcerà contro chi la ha partorita.

LA COLLUSIONE CON I WRITERS:  CENTO MURI DI VERGOGNA
L’ esempio più eclatante d quanto dicevamo è costituito dai 100 muri di Milano dichiarati “liberi” dalla amministrazione Pisapia.  Liberi di essere imbrattati.   Ognuno potrà scriverci o disegnarci quello che vuole e nessuno interverrà per impedirlo.  Come dire: visto che tanti gettano l’ immondizia, allora dedichiamo un centinaio di aree della città per la discarica libera.  Oppure: siccome si rubano tanti motorini, lasciamone cento a disposizione dei malviventi.
Che bello!  Così non ci sarà più il pendizio da parte di vigili, polizia o magistratura di intervenire (che già adesso intervenivano mai). La logica del quieto vivere istituzionalizzata. Una città restituita alla legge e all’ ordine in mezzo minuto!
Questa disposizione demenziale ha il torto di cozzare non solo contro il senso di giustizia e di onestà della gente, ma anche contro il rispetto dell’ ambiente e del paesaggio.  Infatti, checchè ne dicano i fautori della “street art”, i muri, i cavalcavia e i sottopassaggi non sono “tavolozze” per soddisfare l’ esibizionismo egoistico di qualcuno, ma elementi con una loro dignità, e che compongono un paesaggio più generale e complessivo.  Prova ne sia che nessuno a casa sua tollererebbe che venissero ad imbrattargli i muri o la carrozzeria dell’ auto,  anche per  fargli disegni “artistici”.   Solo la demagogia comunale può accettare e addirittura “istituzionalizzare” una aberrazione del genere sui muri  pubblici. Tanto sono muri pubblici, quindi chissenefrega. 
Fra l’ altro 100 muri  non sono niente.  Infatti a Milano c’ è un milione di abitanti. Se anche solo un decimo  volessero reclamare il loro “diritto” ad esprimersi, ci vorrebbero altri centomila muri. Senza contare i turisti...
A questa cosa dei “cento muri” svenduti agli imbrattatori, si aggiunga la follia del progetto di  concedere i muri della darsena per il murales di Dax Odia.    E si aggiungano le riunioni “segrete” dell ‘assessore Biscomi in Comune con i writers abusivisti (Bros, Pao, Ivan, ecc.) per discutere dei piani “artistici” del Comune e di come “educare” i giovani all’ “arte” nelle scuole.
Roba da non credere. Ma la realtà è peggiore delle fantasie, e una volta collocati sul piano inclinato della “cultura progressista” non si può che rotolare nel piùm profondo del pozzo.

LA MAFIA DEI CENTRI SOCIALI LIBERA DI VIVERE NELLA ILLEGALITA’
Sono oltre 30 i centri sociali che okkupano abusivamente in questa città. Se qualcuno è stato sgomberato talvolta, si è trattato di un intervento occasionale,  voluto dalla proprietà privata oppure dettato da pericoli di crollo (come per la scuole di via Santa Croce). Ma se fosse per il Comune  e tutte le altre istituzioni che dovrebbero garantire la legalità, tutti gli occupanti abusivi starebbero tranquillamente dove sono. Anzi, gli si darebbe pure tutto il resto.
Potremmo citare la Cascina Torchiera, di proprietà comunale e occupata da anni, l’ edificio comunale in via Conchetta (sede del cox18), l’ ex Macello di proprietà pubblica (occupato dal Macao), il Piano Terra di via Confalonieri,3.
Potremmo citare molte altre oscenità di cui si è resa protagonista questa amministrazione, come la partecipazione di Pisapia alle assemblee del Macao quando okkupavano la torre Galfa  o gli interventi di Limonta presso il prefetto per invitarlo a non sgomberare le case Aler di via Apollodoro, Oppure le mozioni approvate dalla amministrazione arancione per sostenere il cosiddetto “ambulatorio medico popolare” di via dei Transiti, cioè per benedire una occupazione abusiva e mantenere dei criminali nella illegalità.
Potremmo citare i murales fatti dal Cs Cantiere due anni fa sul cavalcavia Bussa nell’ ambito di “Occupy Estate”, e che nessuno ha fermato,  anche se sono durati due giorni di fila.

MANIFESTAZIONI E FESTE ABUSIVE
Per finire dobbiamo anche segnalare la tolleranza completa di questa amministrazione verso le continue manifestazioni abusive ed esaltazioni di reato effettuate dai Centri Sociali illegali.  Basti pensare che da anni il centro sociale Cantiere e il “comitato abitanti di San Siro”, non contenti di occupare da 2 anni l’ edificio in via Monterosa e due palazzi in P.le Stuparich , organizzano “feste” estive nelle piazze e dei giardini pubblici (ad esempio in piazza Selinunte), occupando le piazze della città come se fossero loro proprietà privata.



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