associazione culturale katyn


NON C' E' SPAZIO PER UN CONVEGNO PRO_LIFE NELLA CASA "DEI DIRITTI" DEL COMUNE DI MILANO

(in compenso ce n' è tantissimo per la propaganda arcobaleno e radicale a senso unico)

Sono passati ormai quasi 2 mesi da quando la associazione “Ora et Labora in Difesa della Vita”, per mano di un suo rappresentante (il dott. Angelo Mandelli), ha scritto alla “Casa dei Diritti del Comune di Milano” per avere il permesso di usare la sala conferenze presente nella struttura di via De Amicis (o qualsiasi altro locale) per un incontro pubblico sul tema dell’ aborto.

La sala era stata richiesta per il 10 settembre,  con possibilità di concordare date successive. Sono seguite varie telefonate per avere una conferma che la mail fosse stata ricevuta. Alla casa hanno confermato la ricezione della mail, e che avrebbero risposto "al ritorno dalla ferie". Ma di risposte neanche l' ombra.

A questo punto la mancata risposta è da interpretare  a tutti gli effetti come un diniego.

Eppure un dibattito sull' aborto dovrebbe centrare con la "Casa dei diritti", un ente che dovrebbe occuparsi,  stando a quanto scritto sulle sue pagine di presentazione su Internet,  di “lotta alla discriminazione ”. E quale forma di discriminazione si può immaginare peggiore dell’ aborto? Una discriminazione  che priva  i nostri bambini perfino del diritto di nascere ?!

Del resto alla Casa dei Diritti di incontri pubblici ne organizzano e ospitano tantissimi

Il problema è che sono tutti  indirizzati ideologicamente in un senso ben preciso, e soggetti al filtro del pensiero unico "politicamente corretto".

Alcuni esempi.

Sulle questioni educative, hanno organizzato incontri nientemeno che con Francesca Pardi  (autrice di libretti gender che arrivano al punto di inneggiare all’ utero in affitto).    Hanno ospitato serate con autori transgender che ci raccontano che essere maschi o femmine non dipende dal sesso biologica, ma dalla testa delle persone. Ospitano convegni come “Forze di Polizia contro Omofobia e Transfobia” (il cui nome è tutto un programma…). 

Sulle loro pagine facebook condividono i link dell' Arci-gay e delle loro iniziative, come potete vedere da questa immagine, ripresa ai tempi delle manifestazioni arcobaleno del 23 del gennaio scorso (ovviamente nessuna traccia del Family day o di iniziative analoghe effettuate nelle piazze dalle Sentinelle in Piedi e da altri gruppi pro-family). 

Quindi si trova spazio per tutti (sempre che abbiano una certa impostazione politica) nella Casa "dei Diritti",  ma non per chi organizza convegni pro-life.

Del resto basta guardare questa immagine, tratta da uno dei loro blog, per avere l' elenco dei diritti contemplati da questa casa.

Come potete vedere sono ben "selezionati", di molto libera interpretazione, alcuni inesistenti, e molti altri completamente ignorati..

Non si parla di "diritto alla vita" (che è la base di tutti gli altri diritti).  Nè tantomeno del diritto dei concepiti ad avere una tutela giuridica.  Non si parla del "diritto alla libertà religiosa",  Nè di quello alla libertà educativa.  Non si parla del diritto dei figli a conoscere chi sono i loro genitori e ad avere un papà e una mamma.

In compenso ci sono dei diritti assurdi come il "diritto alla genitorialità". E diritti che non si capisce cosa vogliano dire, come il "diritto alla libertà di amare", o il diritto alla "identità".

E anche il "diritto al rispetto delle proprie volontà",  può voler dire tutto e niente. Contempla anche la volontà di volare, di rapinare una banca o di passare le vacanza alle Bahamas?  A meno che, per "rispetto delle proprie volontà" non intendano proprio quello che sospettiamo, e cioè il fatto che uno che vuole morire, venga "suicidato" da qualcun' altro, o dallo Stato, con i soldi dei contribuenti.

Ricordiamo anche altre cose, che ci fano capire la natura di questo ente comunale.  Ad esempio l’ apertura di uno  “sportello dedicato alle persone LGBT” (che sembra proprio una chiara discriminazione delle persone in base ai loro orientamenti sessuali), dello sportello “tutta la genitorialità possibile” (comprendente pure quella same-sex, che per definizione non possono generare) e dello sportello per le "dichiarazioni anticipate di fine vita" (meglio note come "Testamento Biologico").  

Approposito delle questioni del "fine vita" (tematica che ci sta ovviamente particolarmente a cuore), abbiamo trovato sui  siti internet della "Casa" una sfacciata propaganda a senso unico delle tesi radicali sul fine vita, di tipo apertamente eutanasico.   Nel blog “gli amici della casa dei diritti” viene esaltata la figura  di Beppino Englaro (colui che ha mandato la figlia a morire di fame e sete in una clinica di Udine), definito addirittura come “Padre Coraggio”.

Notate le "fonti" a cui si sono "ispirate" questi blogger.  Le fonti sono Marco Cappato, l' Associazione Luca Coscioni. Repubblica e il Fatto Quotidiano.  Un campionario di fonti veramente "imparziali"....

Come non ricordare, fra l' altro,  che Marco Cappato è colui che, violando deliberatamente la legge e commettendo reati, sta promuovendo viaggi in Svizzera per malati terminali. Cioè realizzando una vera e propria associazione a delinquere ?

Purtroppo i è quanto troviamo nella Casa dei Diritti.

A questo punto il problema non è il fatto che questi "responsabili della antidiscriminazione" abbiano negato o meno la sala per il convegno sull’ aborto ad una associazione pro-life.

Il problema  è se sia giusto che esista che, in uno stato democratico e libero,  una struttura pubblica,  parte di un Assessorato e pagata coi soldi dei cittadini,  preposta a fare propaganda ideologica (per di più a senso unico).

Pensavamo che i “Comitati Etici” gestiti dall’ Ente Pubblico, non fossero una prerogativa dei sistemi democratici, ma dei regimi totalitari.

Ora et Labora in Difesa della Vita. Milano 7-10-2016
Make a Free Website with Yola.