associazione culturale katyn


I tempi previsti sono molto lunghi, il che è inspiegabile visto il numero di alloggi vuoti, lastrati e riscaldati, 5000 solo nel patrimonio ALER. Molto meno lunghi sono invece i tempi della vendita del patrimonio pubblico per ripianare un buco di bilancio di  400 milioni di euro. Una voragine scavata a suon di consulenze d'oro e appalti truccati. E' un'assurdità che queste case siano tenute bloccate  nonostante la commissione formata da Comune e Regione le abbia assegnate mesi fa. I tempi, come al solito, sono lunghi perchè seguono i ritmi malati delle speculazioni e della gestione privatistica e clientelistica di un patrimonio che invece è pubblico.
Queste 640 case assegnate e mai consegnate rappresentano una minima parte di quella che è l' emergenza abitativa a Milano che comprende 23000 famiglie in graduatoria per una casa popolare e 4000 nuove richieste di esecuzione di sfratto solo nel 2013;  non si può continuare a tenere vuote e sfiite migliaia di case e chiudere gli occhi rispetto l' ennesima presa in giro di un ente che gestisce il patrimonio pubblico come se fosse cosa loro quando in tutta Milano e Italia continua a crescere ogni giorno l' emergenza abitativa. Non si può continuare sulla strada degli sfratti, della gestione come ordine pubblico di una questione tutta sociale che ci racconta in maniera molto concreta di una crisi che non accenna a finire e di un impoverimento diffuso, non a caso l 80% degli sfratti avviene per morosità incolpevole. - See more at: http://www.cantiere.org/art-04472/bloccato-lo-sfratto-di-rocco-alla-17-uscita-la-lotta-paga-chiaviinmano.html#sthash.JQxk0Mxi.dpuf

CS CANTIERE E ALTRI BANDITI  PRETENDONO DI FARE I PADRONI DELLE COSE PUBBLICHE (oltre che private - degli altri)

BASTA LASCIARE IL NOSTRO PATRIMONIO PUBBLICO SOGGETTO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEI CENTRI SOCIALI !!!



Ormai da anni il patrimonio abitativo pubblico nelle grandi città è soggetto al potere privatistico di bande delinquenziali non elette da nessuno che pretendono di imporre la loro volontà e i loro diktat, con la violenza e l' intimidazione.
Stiamo parlando dei cosiddetti "Centri Sociali".

Un tipico esempio è quello del CS Cantiere di Milano, che passa da una occupazione abusiva all' altra; da una festa abusiva ad un imbrattamento di muri e porte, da un presidio antisfratto ad una occupazione dell' Aler...
Questi dittatori mafiosi continuano a straparlare si "patrimonio pubblico", ma poi sono i primi a rifiutare ogni concetto di "pubblico" .

Infatti il concetto stesso di patrimonio pubblico implica una gestione effettuta con regole, delibere, elezioni e norme stabilite.

Chi non vuole tutto ciò, e pretende di sostituirsi con la prevaricazione alla Autorità costituita, non può parlare di "bene pubblico".  Di fatto è solo un privatizzatore selvaggio.

Pretendere che ci sia un patrimonio pubblico gestito in modo anarchico, in mano a gente che scavalca leggi, graduatorie, delibere, assegnazioni, decisioni dell' Autorità giudiziaria, è una contraddizione in termini.

E il fatto che ci siano problemi nella gestione delle Autorità Costituite non costituisce una giustificazione per comportamenti illegittimi. Anzi, proprio perchè già le Autorità Costituite hanno dei problemi e dei limiti, non possiamo certo aggravare ulteriormente questa situazione con l' abusivismo  di soggetti che scavalcano leggi e regole.

E' un'assurdità che queste case siano soggette aii ritmi malati delle speculazioni e della gestione privatistica e clientelistica da parte dei Centri Sociali, di un patrimonio che invece è pubblico.

Questi finti comunisti, che in realtà sono capitalisti della peggior specie (il loro slogan è "occupa,resisti,produci"), stanno imponendo con l' illegalità una gestione da banda mafiosa.

Le occupazioni degli uffici Aler e comunali da parte del CS Cantiere e della sua cricca rappresente l' ennesima presa in giro di un gruppo che gestisce il patrimonio pubblico e privato come se fosse cosa loro quando in tutta Milano e Italia continua a crescere ogni giorno l' emergenza abitativa.

Milano che comprende 23000 famiglie in graduatoria per una casa popolare non si può certo accettare che queste famiglie siano scavalcate da  squadracce antipopolari al servizio della illegalità costituita.





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