Vogliono spacciare i "gay pride" come maniestazioni per la difesa della "diversita'".     Ma la verita' e' molto diversa.  I  gay pride sono manifestazioni per la promozione dell' indecenza , della volgarita'  e della impudicizia.  L' intento del movimento gay non e' difendere i diritti dei "diversi"  da (vere o presunte) discriminazioni, ma imporre a tutti un modello di costume pubblico dove tutto e' permesso e dove e' possibile esibire il sesso (omosessuale o eterosessuale non importa), istigare alla eccitazione erotica  e alla volgarita' , senza rispetto alcuno  per il comune senso del pudore e della decenza.   I G.P.  sono precisamente grimaldelli per cercare di distruggere i valori tradizionali su cui si regge la societa'  (tutte le societa').

«Il Gay pride?   Una manifestazione egocentrica, una pura ostentazione, una giornata di folle divertimento. Tutto quello che si fa normalmente nei punti di ritrovo la notte, viene riproposto nelle strade di giorno. Non è, come si vuol far credere, una battaglia sociale, ma solo un mettersi in mostra attorno all’unico elemento di coesione: il sesso. Per capirlo basta accedere al sito di arcigay.it, si trova una serie di locali, sparsi in tutta Italia, con la denominazione cruising, ovvero ricerca e offerta di sesso casuale, anonimo e vario. Nessuna associazione che promuove diritti si sognerebbe mai di organizzare un maxi festino per le strade, tranne i movimenti omosessualisti. Il loro unico scopo è sdoganare un modello di pensiero, negando tutti quelli che lo contraddicono».

A esprimersi cosi' non e'  qualche bacchettone cattolico "omofobo", ma Luca Torve, ex militante gay per 20 anni,  nell' Arcigay.   Tutto il resto dell' intervista la trovate su questo link: http://sitebuilder.yola.com/en_US/ide/index.jsp?siteid=8a49866a25312b8f012535f6d6be6a74

Ribadiamo che la radice di questi Gay Pride non e' la difesa da discriminazioni, ma l' esibizionismo.  Questi non vogliono avere il diritto di stare assieme a gente dello stesso sesso (diritto che hanno sicuramente e che nessuno gli deve togliere, come anche di vivere assieme ad un pollo o un maiale e chiamarli marito e moglie) , ma di girare seminudi, sbaciucchiarsi,  fare effusioni amorose sulla pubblica piazza,  che nessuna persona seria farebbe in pubblico.  Nemmeno eterosessuali.  E con l' aggravante che loro esibiscono una perversione.  Qualcosa che urta con la natura e il buon senso della gente normale, che sa che i sessi (maschio e femmina)  sono stati creati da Dio proprio per permettere l'  unione fra sessi DIVERSI.  Il contrario aarebbe come mettere le batterie nella radiolina tutte e due nello stesso verso.  Minimo che ti succeda e' che non funziona.     Ci sono diversita' fisiologiche e diversita' patologiche, che devono sicuramente essere tollerate (come tutte le malattie) , ma che sono comunque qualcosa di anormale.  L'  omosessualita' e' una di quelle.  I gay possono arrampicarsi sugli specchi  fino che vogliono,  possono creare tutte le leggi che vogliono sulla "omofobia", possono anche mandare nei Gulag tutti quelli che non la pensano come loro (come hanno intenzione di fare),  ma non possono ottenere che uno sfintere anale si trasformi in un utero e partorisca dei bambini.    

Oltretutto per questi gay pride vengono spesi anche soldi pubblici.      Ogni centesimo che il Comune di Roma ha speso, direttamente o indirettamente, per “facilitare” questo tristo raduno, è stato sottratto ai veri bisognosi, di cui il Comune deve farsi carico.

E vergogna anche per Alemanno.  Se avesse avuto le "palle" avrebbe potuto risparmiare  a Roma e all' Italia questa umiliazione.

Una nota finale, tanto per chiarire i soliti pretestuosi fraintendimanti da parte di qualcuno.

1) Le esibizioni pubbliche di sessualità sono da censurare per un semplice motivo di rispetto del pudore. E il principio vale sia per le esibizioni omosessuali che etero.

2) Dire che l' omosessualità o il travestitismo sono cose sbagliate, disordini della personalità, perversioni, cose anormali significa incitare all' odio e alla persecuzione "omofoba"?.  Sarebbe come dire che se io dico che uno zoppo è tale, o un cieco non ci vede, o uno psicotico è un malato mentale... allora incito all' odio e alla persecuzione di zoppi, ciechi, malati di mente.... Cosa assurda.  Anzi, di solito chi è depositario di qualche handicap gode di una maggiore considerazione e attenzione, proprio in quanto menomato.
In altri termini, il diritto di giudizio e di critica nei confronti dei comportamenti e delle inclinazioni altrui (sessuali o di altro genere) non è certo istigazione a fare violenza nei confronti di chi è portatore di tali comportamenti. E solo la malafede e il desiderio di censura può spacciare i giudizi per incitamenti alla persecuzione.  Istigazione all' odio e alla violenza è invece l' atteggiamento che si va diffondendo sempre di più da parte dei settori di sinistra e di estrema sinistra (e delle associazioni LGBT)  nei confronti di chi li critica, o di chi non vorrebbe i gay pride, o si oppone ai matrimoni gay, o ritiene che l' omosessualità sia un disordine  e una anomalia del comportamento.  Costoro che vogliono mangtenere il loro giudizio critico nei cponfronti dei LGBT, sì oggi rischiano il linciaggio.