Ma per Amnesty International loro non hanno diritti

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Amnesty da alcuni anni sostiene il “diritto” all’ aborto. Cioè il diritto alla soppressione dei più deboli ed indifesi fra gli esseri umani.

Si scaglia contro gli stati che ancora mantengono il divieto di abortire, spinge i governi a abrogare le leggi sull’aborto e protezioni per l’obiezione di coscienza per operatori sanitari che possono opporsi. Si richiede inoltre ai sistemi sanitari pubblici di addestrare ed equipaggiare gli operatori sanitari per eseguire aborti.

Parla di “libertà" e "diritti violati", ma poi si accanisce proprio contro i più deboli ed indifesi, i figli concepiti. Ci limitiamo a ripetere le chiare parole di Giovanni Paolo II al riguardo: “nessun movimento per la pace è degno di questo nome, se non condanna e non si oppone con la stessa forza alla battaglia contro la vita nascente”,

Amnesty sostiene l’ aborto?  E noi non sosteniamo Amnesty


Articolo tratto dal sito del Movimento per la Vita:

Amnesty International ha chiesto la liberalizzazione dell’aborto in Cile, Nicaragua e El Salvador. L’Associazione se l’è presa in particolare contro il Nicaragua sostenendo che il Paese sarebbe “andato indietro” perché ha limitato l’aborto in qualsiasi circostanza. Nel più grande Paese del Centroamerica, Amnesty insieme ad altre associazioni abortiste ha raccolto 37000 firme per chiedere l’autorizzazione al libero aborto. Inoltre, nel comunicato, Amnesty elogia il governo dittatoriale di Cuba, perché ha invece liberalizzato l’aborto diversi decenni fa. E’ perlomeno strano che la stessa organizzazione non dica nulla circa il fatto che a Cuba vige la pena di morte, applicata anche contro gli oppositori del regime. A questo proposito è drammatico constatare in che modo il regime cubano, elogiato da Amnesty, tratta coloro che difendono la vita. Oscar Elias Biscet, un medico cattolico cubano, che si è battuto contro l’aborto, l’eutanasia e le fucilazioni, è stato ingiustamente condannato nel 2003 a 25 anni di carcere.

Affermiamo essere assolutamente vergognoso, e ci domandiamo come sia possibile, che una organizzazione che dice di essere per i “diritti umani” possa accanirsi invece proprio contro i più deboli ed indifesi, i figli concepiti. Ci limitiamo a ripetere le chiare parole di Giovanni Paolo II al riguardo: “nessun movimento per la pace è degno di questo nome, se non condanna e non si oppone con la stessa forza alla battaglia contro la vita nascente”, e ci auguriamo che i molti ignari sostenitori di Amnesty, magari invece sensibili alla difesa del diritto alla vita di ogni uomo, possano ripensare il loro sostegno a tale organizzazione.

 

Associazione Culturale Katyn www.associazioneculturalekatyn.com

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