associazione culturale katyn


ALTRO CHE ISIS...

A BOLOGNA VIETATO PREGARE PER LA VITA


29-11-2015
Non siamo in Arabia Saudita, o nei territori dominati dal Califfato Islamico.  Siamo nell' Italia "democratica".  Dove in certe città non è possibile effettuare pubblicamente nemeno una veglia di preghiera per la vita e contro l' aborto, neanche se chiedi il permesso alla Questura e la preannunci con sei mesi di anticipo  (e anche nelle altre città si corre sempre il rischio di essere assaltati e aggrediti).

Ecco i fatti.  Sei mesi fa il presidente del Comitato No194, Pietro Guerini, aveva preannunciato, a nome del comitato stesso, l' intenzione di effettuare la "9 ore nazionale di preghiera per la vita" nel piazzale davanti all' Ospedale Maggiore di Bologna. In pratica alcune decine di persone si sarebbero ritrovate vicino all' Ospedale, a recitare rosari e altre preghiere in riparazione all' aborto.

Adesso, a 10 giorni dall' evento, è arrivato il veto della Questura.
Maggiori informazioni sulla pagina facebook del Comitato No194 o sul suo sito web.

A parte il tempismo, ci chiediamo: che senso ha questo divieto?  Che problema ci sarebbe pregare davanti ad un ospedale?
Ogni giorno si fanno picchetti e manifestazioni davanti a fabbriche, scuole, sedi istituzionali... spesso anche con grida, slogan, blocchi, violenze, imbrattamento di muri... E invece gli oranti del comitato No194 si limitano a stare in piedi e pregare a bassa voce.